In una intervista con Paolo Madeddu per “Rolling Stone”, fra le tantissime cose di cui discute Piero Pelù si toglie, a quarant’anni di distanza, un sassolino dalla scarpa.
Ecco le sue parole:
“Quando mandammo il primo provino dei Litfiba alla Italian Records dissero: la band non è niente di che, il cantante fa cacare. Dicemmo: ok. Magari ora quella gente si è pentita un po’, avrebbero fatto qualche soldo con noi”.
Potevamo non andare a verificare? E infatti abbiamo chiamato Oderso Rubini, fondatore della Italian Records, al quale abbiamo chiesto se ricorda l’episodio.
Ecco la sua risposta:
“Onore al merito per quello che hanno fatto i Litfiba, ma non sono assolutamente pentito. Quel provino non mi piaceva, e Piero fa finta di non considerare altre questioni:
1 – Avevamo iniziato a lavorare con i Cafè Caracas, ma il gruppo lasciò a metà il lavoro per la separazione tra Ghigo e Raf, dopo che li avevamo fatti suonare prima dei Clash in Piazza Maggiore. Il loro demo mi arrivò da Ghigo!
2 – Come etichetta non eravamo pronti e soprattutto strutturati per sostenere come avrebbero meritato nuove produzioni, visto che alcune nostre proposte stavano iniziando ad acquisire spazi.
3 – Non ho sicuramente detto che il cantante faceva cacare (a Piero piace colorare le sue affermazioni), ma sicuramente ho detto che non mi piaceva e non mi convinceva il progetto.
4 – Piero era agli inizi, e la personalità vocale che ha poi sviluppato era ancora molto approssimativa.
Sorry! Ben cosciente e non pentito, non essendo per me la questione economica determinante!
Rockol















