All’indomani dell’uscita di “Neraka”, succosissimo nuovo EP dei Necrodeath, abbiamo intervistato l’ormai mitico drummer Peso, parlando con lui di passato e di futuro (prossimo) relativi all’ormai epocale “Blackened/Thrash Metal band” italiana.
Ciao ragazzi. Benvenuti sulle pagine telematiche di GiornaleMetal.it
PESO: Ciao e grazie a voi per lo spazio che ci concedete
Dunque, ci spiegate cosa state facendo di bello in quest’ultimo periodo? Come mai un sostanzioso EP prima del nuovo album? E come mai proprio una cover dei Dead Kennedys?
PESO: Siamo in pieno periodo corona virus, per cui siamo tutti blindati a casa… Saremmo dovuti partire per una serie di date in concomitanza dell’uscita di “NERAKA” il nostro nuovo EP che non è un preludio di un album, ma semplicemente il nostro biglietto da visita targato 2020 (mai un titolo fu cosi azzeccato visto l’anno corrente). A questo proposito non credo neanche che ci sarà in futuro un album intero, ma piuttosto questa formula di uscire in auto-produzione con un mini CD e darlo in licenza a chi lo vuole distribuire sotto le nostre direttive e non il contrario, mi piace molto, ci da un senso di libertà non indifferente anche se sicuramente contro ogni logica di mercato economico commerciale, che però fammi dire in tutta sincerità non ci interessa minimamente, per cui vedremo se il prossimo anno usciremo con un altro EP autoprodotto o no… Addirittura all’inizio, prima che si facesse avanti la Black Tears gestita tra l’altro da un carissimo amico della vecchia scuola metal, l’idea era di auto-produrci 300 copie e portarle ai concerti senza entrare in nessun canale di distribuzione . La cover dei Dead Kennedys è uscita fuori da una proposta di un nostro caro amico in una cena dell’estate scorsa finita con una sbronza totale… il giorno dopo però eravamo già al lavoro per realizzarla presso i nostri studi Musicart.
Avete già “defragmentato la sanity”, riregistrando il vostro secondo album recentemente, con una produzione finalmente all’altezza. Ci sarà possibilità di vedere una nuova versione anche del vostro classico “Into The Macabre” in futuro?
PESO: No, “Into the macabre” non subirà nessun remake. L’anno scorso correvano i 30 anni di “Fragments…”, per cui aveva un senso farlo… Abbiamo sfruttato tutto il tempo libero che abbiamo avuto durante le 33 date annue di “The age of dead christ” e ci siamo tirati giù i pezzi e li abbiamo autoprodotti anche lì dando le varie licenze alle varie etichette a seconda se il supporto fosse su CD vinile o cassetta.
Voi siete creatori di un trademark “da eccellenza italiana”. Voglio dire, il vostro stile di Metal Estremo, seppur influente internazionalmente fin dagli ’80s, non somiglia a nessun’altra band. Siete tra le bands più originali in circolazione da quando esiste il Metal Estremo. Avete ricevuto anche il plauso di Euronymous (che a quanto pare musicalmente aveva un orecchio musicale particolarmente attento). Da qui la domanda: state finalmente riscontrando a livello internazionale il credito che vi si addice? Come siete visti all’estero? Come vanno i riscontri commerciali?
PESO: Per prima cosa diciamo che con Euronymous c’era un rapporto di amicizia; per un paio d’anni ho frequentato la città di Oslo per cui ho avuto il privilegio di passare diverse giornate con lui parlando di metal e altro. C’è sempre stata stima reciproca… la notizia della sua morte mi addoloro’ molto. A livello internazionale, nel senso di riscontro di nicchia, c’è sempre stato sin dagli inizi, se invece parli di successo con la esse maiuscola, quello non c’è mai stato, e per quanto riguarda i riscontri commerciali, quelli non ci sono mai stati, non per niente tutti e 4 si guadagnano la pagnotta altrove. Diciamo che i bei riscontri avuti negli anni han fatto si che tutte le spese che un gruppo come il nostro può avere, sono state coperte.
La situazione a livello di concerti com’è? State per preparare un nuovo album e, di conseguenza, un nuovo tour?
PESO: Direi che è tutto fermo visto il periodo straordinario… Speriamo di riprendere ad ottobre ma la vedo dura… per il discorso nuovo album mi rifaccio alla risposta di cui sopra, però ti posso dire che in questo periodo di stop forzato qualche idea nuova a livello di composizione è già nata, per cui non vedo l’ora di rivedere i miei soci face-to-face per fargli sentire queste nuove idee.
Peso, io ti ho visto nel 1992 dal vivo qui a Roma con i Sadist. Sono rimasto affascinato particolarmente dal tuo drumming in quella serata. Anche di questo, poche persone si accorgono. Il tuo stile è forse qualcosa di imprescindibile nel trademark Necrodeath di cui parlavo prima, ancora oggi. Una domanda indiscreta: qual’è il tuo segreto?
Peso: Non credo avere nessun segreto e non credo neanche di essere così formidabile… in giro c’è tantissima gente molto più tecnica di me e molto più allenata… del resto io preferisco passare il mio tempo libero a comporre per i Necrodeath, piuttosto di saper fare il paradiddle in trentaduesimi con le dita dei piedi… Detto ciò ti ringrazio molto per le tue parole… forse quello che alludi è la mia personalità nel suonare che esula da tecnica o segreti, ma è semplicemente il mio DNA da musicista che si esprime insieme al gruppo.
OK, siamo ai saluti finali. A voi la parola.
PESO: Confidiamo nella scienza affinché questo cazzo di corona-virus venga eliminato e cerchiamo nel frattempo di resistere. Infine vorrei che tutte queste persone che cantano e ballano sui balconi in questi giorni, si ricordassero, una volta finita la restrizione, che esisteranno locali dove si farà di nuovo musica dal vivo…provate a frequentarli ogni tanto!!
Alessio Secondini Morelli















