Luke Fortini è un chitarrista di grande estro e qualità che con il suo nuovo lavoro da solista Technical Supremacy riesce nell’impresa non solo di mettere in mostra il proprio talento chitarristico, ma anche nel mostrare una forte personalità. Aspetto che certamente conferma le influenze di mostri sacri come Malmsteen e Satriani, ma che rimarca come questo ragazzo abbia la possibilità di portare avanti un discorso personale professionale lungimirante.
Iper veloce, tanto rimarcare uno stile molto incline al power metal con un tatto alla Joey Stump, l’album scorre via in modo snello, anche nelle partiture più ruvide, quasi riconducibili al Toby Knapp più thrash ed evoluto.
La title-track è certamente il brano che più riassume i contenuti di un album versatile e certamente in linea con lo stile editoriale della Lion Music che lo ha pubblicato. Opus Omnia è un momento di pura estasi, nove minuti di classe pura, con ripetuti richiami anche al Blackmore più evoluto, quello che con i Rainbow ha esplorato territori inizialmente oscuri per i Deep Purple.
Megalodon invece è una poesia traslata in musica, un componimento dai connotati inizialmente lenti e leggiadri, che poi si tramuta in oscurità, come a mostrare le diverse dimensioni di un animo che può attraversare in un attimo diverse emozioni.
Technical Supremacy non è solo un’opera musicale, ma anche un insieme di istantanee personali tramutate nella colonna sonora della vita potenziale di un artista che aggiunge un altro tassello importante al percorso della propria carriera.
Dieci perle, dieci brani, dieci passi musicali destinati a sorprendere.
Voto: 8/10
Maurizio Mazzarella















