I tedeschi Lord Vigo sono una band alquanto singolare. Innanzitutto a livello di line-up: un batterista/cantante, un altro batterista, un bassista, tre chitarristi di cui due suonano anche loro il basso (forse si tratta di una Jam-Band?) Il loro quarto album “Danse De Noir”, in uscita il 10 aprile, è una sorta di concept-album su tematiche futuristiche, che narra dell’impianto di una memoria artificiale su un androide, il tutto ambientato nell’universo di Blade Runner. Il bell’artwork à-la H. R. Giger è abbastanza allegorico di un futuro dove la biomeccanica ha preso il sopravvento. A livello sonoro, la musica presenta influenze disparate, addirittura contrastanti. Apparentemente male assortite. I nostri partono dai ritmi rallentati del Doom e dal Metal classico più darkeggiante ed epicheggiante… ma addirittura alcuni passaggi cantati hanno un accompagnamento totalmente keyboards-oriented, con atmosfere simil-Prog. I nostri sostengono di aver voluto una produzione molto anni ’80. Se questo equivale ad un mixaggio pieno zeppo di riverbero, elemento imprescindibile in molti dischi, non solo Rock/Metal, degli anni ’80, ve lo assicuro, l’album è parecchio riverberato. Fin troppo. A parte questo, se dobbiamo parlare della sostanza, a me non sembra che l’album decolli molto, artisticamente parlando. Innanzitutto, abbiamo un cantato (quello del batterista/cantante di cui sopra) piuttosto melodico, forse in linea con alcune produzioni Epic/Doom Metal degli anni passati, ma privo del necessario carisma, e soprattutto, un po’ sforzato ed innaturale qua e là. Dopodiché, abbiamo delle composizioni piuttosto dilatate (di atmosfera e anche di durata, che a parte un paio di episodi leggermente più brevi va da un minimo di 6:10 a un massimo di 7:40), ma prive di mordente, che rischiano di diventare a lungo andare leggermente noiose, proprio scontrandosi con l’eccessivo riverbero della produzione. Giudizio finale: l’album dei Lord Vigo pare voler fare il passo più lungo della gamba. Se è forse vero che una produzione di questo genere vuol far rievocare le atmosfere futuristiche e desolate alla Blade Runner, un po’ di minimalismo in meno e un po’ di composizione in più avrebbe forse fatto la differenza in positivo. Allo stato attuale, nonostante una certa atmosfera Epic/Doom comunque ben rievocata per tutto l’album, “Danse De Noir” rischia di apparire leggermente ostico all’ascolto. Un plauso va comunque all’idea di una “ambientazione” stile Blade Runner.
Voto: 5,5/10
Alessio Secondini Morelli















