Nessuno aveva dubbi che il nuovo dei Leaves’ Eyes sarebbe stato un capolavoro! La Symphonic/Folk Metal band tedesca nata per iniziativa della soave Liv Kristine assieme all’intera line-up degli Atrocity è sempre stata una top-di-gamma in Germania. Già autori di concept riguardanti eventi storici “battaglieri” come “Vinland Saga” e “King of Kings”, hanno stavolta omaggiato la scomparsa dell ultimo sovrano Vichingo Harald III. Lo hanno fatto al loro canonico modo, sciorinando un album-opera di rara ed esaltante raffinatezza, dove ogni stilema del Metal nella sua forma più sinfonica, epica e folkeggiante è attentamente limata, cesellata ed arrangiata a dovere. La soave voce dell’attuale cantante (e pianista) Elina Siirala e la voce molto rough di Alexander Krull sono state attentamente piazzate nei punti giusti della narrazione, la perizia tecnica dei musicisti è perfetta, la produzione valorizza a pieno un’opera che pare essere un traguardo notevole per i nostri. Pur prolisso nei suoi 63 minuti, “The Last Viking” non finisce mai di coinvolgere. A quanto pare i nostri si sono anche sobbarcati un lavoro di documentazione storica non indifferente sull’argomento trattato, convinti com’erano che la vicenda storica non sia mai stata rappresentata a pieno al cinema o in TV. Un lavoro di questo genere, a livello concettuale e non da meno musicale, merita il massimo dei voti, senza alcun riserbo. Probabilmente stiamo parlando del top-album del 2020 in materia di Metal Sinfonico. Ho parlato.
Voto: 10/10
Alessio Secondini Morelli















