Sensazioni, fascinazioni, suggestioni, tensioni dal profondo. Questo è scritto nella bio inerente l’esordio omonimo de La Stanza Delle Maschere, album in uscita per BWR il 31 ottobre (guardacaso). E la band è esattamente questo. E forse anche altro. Fermo restando che i nostri si attestano stilisticamente verso un Dark Prog/Dark Metal similare a molti prodotti della Black Widow (in alcuni passaggi mi ricordano Il Segno Del Comando), ho delle remore a considerare La Stanza Delle Maschere come una semplice band musicale. Tanto enfatizzata è la loro verve teatrale, anche grazie ad una voce maschile puramente narrante (mentre i cantati sono intero appannaggio della grandissima voce di Tiziana Radis), che i nostri mirano ad utilizzare l’elemento musicale per raccontare immaginari e storie inquietantemente soprannaturali (“Il Vecchio Teatro”, “L’Alchimista Scultore”, “Presenza”) oppure cinematografici, in omaggio dei grandi B-movies italici del passato di genere Thriller, Horror o Poliziesco (“La Casa Dalle Finestre Che Ridono”, “Sette Note In Nero”, “Zeder”, “Milano Calibro 9”), dichiaratamente omaggiando l’opera di grandi cineasti come Fulci, Di Leo e Avati ed arrivando a livelli di drammaticità spaventosamente oltre ogni atmosfera Thriller con una “Venerificio Lunare” talmente sentita da far gelare il sangue all’ascoltatore. Insomma, nonostante l’immaginario musicale e concettuale de La Stanza Delle Maschere sia, come canonico per molti dischi Black Widow, basato su reverberi del Dark Prog/Doom Rock dei più aurei anni ’70, la votqazione alta è di rigore per il livello di audacia che la band ha abbondantemente mostrato in senso artistico. Ovviamente, con una verve teatrale di questo genere, immagino quanto le loro performance live sia legata alla componente teatrale… spero di vederli in concerto quanto prima.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















