Carino l’esordio discografico dei polacchi Ironbound. “The Lightbringer” si inserisce chiaramente nel filone della NWOTHM, il revival della forma tradizionale del Metal insomma, che è tanto in auge in questi ultimi anni. E i nostri propongono il loro Heavy Metal con qualità e con sorprendente convincimento personale. Realizzando un album dai fortissimi riferimenti maideniani. Specie nella voce. Già in precedenza avevamo riscontrato nello splendido esordio degli Icon Of Sin la fortissima somiglianza della voce del loro singer con quella di Bruce Dickinson. Ora, ci troviamo davanti una performance vocale, quella di Łukasz Krauze, che nondimeno possiede un timbro vocale parecchio verosimigliante a Blaze Bayley. E le similitudini con la Vergine di Ferro non finiscono neppure qui. Grande è l’uso, distribuito un po’ in tutte le composizioni, di formidabili partiture armoniche a doppia chitarra. Ora, qualcuno potrebbe anche saltar su e urlare che sono dei copioni. Ma nella prospettiva storica del momento attuale, io non mi comporterei così. Poiché, se in questo periodo sempre più band nella scena internazionale rendono ancora omaggio al culto del Classic Heavy Metal, sicuramente una ragione ci sarà. E sta nel fatto che i “Giganti” rimangono sì tali, ma siccome non sono eterni (da un momento all’altro gente come i Judas Priest potrebbero andare in pensione, non credetevi, e non sto certo “gufando”, è una cosa naturale e tutti lo sanno bene), qualcuno dovrà pur essere abbastanza lungimirante nel rendere vivo e vegeto il Culto del Metallo Pesante anche per le nuove generazioni. Con un album potente, ben suonato, ben prodotto e soprattutto pregno del giusto Spirito, gli Ironbound danno meravigliosamente il loro contributo. Speriamo bene per il futuro, quindi. Fino a che usciranno album convincenti come “The Lightbringer”, che seppur basati sui soliti stilemi che conosciamo tutti racchiudono in se stessi anche la giusta dose di Buon Sacro Spirito del Metallo, l’Heavy Metal resterà vivo e vegeto. Complimenti, ragazzi! Andate avanti per questa strada.
Voto: 7,5/10
Alessio Secondini Morelli















