Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?
Il nostro non e’ proprio un album, è un ep di quattro pezzi uscito a maggio del 2019 per Club Inferno ENT.. L’ ep si chiama I’ve got to survive ed è composto di quattro tracce di puro Heavy Metal.
Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?
La band si è formata nel 2015 da ex membri di altre band della scena metal locale. Inizialmente i nostri spettacoli erano incentrati su cover di band hard rock e heavy metal degli anni ottanta quali Iron Maiden ,Judas Priest,Saxon, helloween ecc.. Poi verso la metà del 2018 abbiamo iniziato a sentire la necessità di dire la nostra quindi ci siamo messi al lavoro sui nostri riff, lavoro che ci ha portati in fine alla realizzazione del nostro ep..
Come è nato invece il nome della band?
All’inizio ci eravamo talmente impegnati nel preparare il nostro repertorio che siamo arrivati al nostro primo ingaggio senza un nome per la band, a quel punto avevamo veramente pochissimo tempo per trovarne uno e il nostro cantante ,che è appassionato di videogames, se ne uscì con Half Life che ci sembrò davvero perfetto da subito.
Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?
No, non seguiamo nessuno schema particolare nei nostri testi, le nostre canzoni e i nostri testi non sono altro che il nostro punto di vista su tutto ciò che ci passa davanti e ci colpisce. Questo ci permette di spaziare molto sui nostri testi che possono trattare temi pesanti come la religione oppure situazioni più quotidiane. Per esempio Killing Words parla di quanto le parole delle persone possano fare male. Purtroppo la maggior parte delle persone vive di invidia e invece di migliorare se stessi optano per la strada più facile cercando di sminuire gli altri e se non si è abbastanza forti si rischia di cadere in questa trappola. Ecco questo è un tipico testo degli Half Life .
Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?
Ok,provo a spiegare la nostra musica: immagina un pezzo degli Half Life come un treno in corsa e gli elementi della band come i suoi ingranaggi, la scelta di rimanere in quattro (basso,chitarra,batteria e voce) non è casuale ma una scelta artistica ben precisa, vogliamo che la nostra musica sia più diretta possibile senza troppi fronzoli. La tendenza odierna è quella di avere più strumenti possibili, vedo band che vanno dai 6 agli 8 elementi il che permette loro di sperimentare diverse sonorità e soluzioni originali e questa è una cosa positiva,alcune di queste band mi piacciono tantissimo, ma questa non è la nostra strada, noi non cerchiamo soluzioni originali o particolari sonorità, quello che vogliamo è che ogni nostro brano infonda potenza a chi lo ascolta, ogni nota, ogni solo, ogni linea vocale è ragionata in torno a questo concetto, naturalmente non è detto che ci riusciamo sempre ma questo è il nostro intento. Quindi,ricapitolando, se quello che andate cercando sono originalità, sonorità particolari e sperimentazione “ I’ ve got to survive” non è il disco che fa per voi, ma se cercate potenza ,passione e soprattutto Heavy Metal allo stato puro noi siamo qui felici di accontentarvi.
Come nasce un vostro pezzo?
Normalmente siamo io e Gianluca (basso) a scrivere sia musica che testi che poi però vengono portati in sala prove e sviluppati tutti insieme, ognuno di noi mette il proprio contributo, siamo molto critici fra di noi, se sentiamo che qualcosa non suona come ci eravamo prefissati lo diciamo apertamente e ci fermiamo su quel punto finché non siamo tutti soddisfatti.
Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?
Difficile dirlo, anche perché ogni brano è legato ad un momento particolare e ogni membro ha le sue preferenze, ma credo che quello a cui siamo tutti legati sia “Killing Words”, è stato il nostro primo brano composto e il nostro primo video. Per quanto riguarda il lato tecnico io personalmente amo molto suonare The Judgement, Ha un riff molto cadenzato è veramente molto divertente suonarla.
Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?
Per molto tempo abbiamo suonato cover soprattutto della NWOBHM e questo penso che influisca molto sul nostro sound, in particolare band come Iron Maiden, Judas Priest e Saxon ma anche la scena power teutonica degli anni ottanta come Helloween , Gamma ray, iced earth ci ispirano molto. Queste sono le nostre fonti di ispirazione principali anche se quando componiamo non è che stiamo molto a pensare se quello che ne uscirà suonerà come un pezzo dei Maiden o dei Judas oppure di farlo suonare in modo che venga collocato in un certo genere musicale, come già detto prima la cosa che più ci preme è che il prodotto finale sprigioni energia da tutti i pori, poi a chi viene paragonato o dove viene collocato sarà compito dell’ascoltatore.
Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?
Dall’ uscita dell’album (maggio 2019) abbiamo cercato di portare la nostra musica ovunque, cercando di suonare in più posti possibile. Fortunatamente l’album ha riscosso molti consensi e ci ha permesso di suonare molto anche come headliners. Per il futuro stiamo preparando il nuovo album, a dire il vero abbiamo già iniziato le registrazioni, questa volta sarà un full length, speriamo di riuscire a finirlo per l’estate. E poi naturalmente suonare ovunque e sempre di più.
E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?
No, nessun album live per il momento.
Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?
La scena musicale italiana è viva e vegeta, il nostro underground pullula di validissime band, durante i nostri concerti ne abbiamo conosciute tantissime ognuna con le proprie particolarità ognuna a modo suo grande. La cosa che accomuna tutte queste band è che stiamo tutti scalando una parete ripidissima , una parete innalzata dall’indifferenza di un paese come il nostro che mette la musica e l’arte in generale in secondo se non in terzo piano, alla stregua di un hobby, negandoci così qualsiasi sostegno. Credo anche però che la passione e la voglia di fare bella musica che tutte queste band mettono nel loro operato vada oltre le difficoltà e l’indifferenza e che quindi ce la faranno.
Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?
Internet è un mezzo di comunicazione incredibile se usato nella giusta maniera. Quando abbiamo iniziato noi ,alla fine degli anni novanta, internet non era così diffuso e soprattutto i social non esistevano, era tutto più difficile, dovevi spedire tutto,alle etichette e ai giornali specializzati, l’unica maniera di farsi ascoltare (naturalmente oltre ai live) era spedire il proprio lavoro a qualche radio sconosciuta che aveva una rubrica underground e che al 90 per cento lo cestinava senza nemmeno ascoltarlo. Oggi invece con l’avvento di internet e dei social è tutto molto più semplice, internet può arrivare ad un infinità di persone e posti in un lasso di tempo brevissimo,questo può solo aiutare la musica, ma va fatto nella giusta maniera altrimenti internet può diventare un arma a doppio taglio, un’immagine sbagliata o addirittura negativa della band può danneggiare seriamente il proprio lavoro. Noi ci affidiamo ad una persona per questo, una persona che cura la nostra immagine e presenza sui social, perchè anche se sembra semplice non è una cosa che tutti possono fare quindi ci affidiamo ad una professionista, bisogna prendersi cura della propria musica altrimenti si rischia di buttare al vento il duro lavoro che c’è dietro.
Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?
Il genere che suoniamo è il genere che vogliamo suonare quindi si, anche se penso che sia il musicista a dare valore a quello che fa, la musica è tutta grande bisogna vedere come la si fa, se la maltratti perderà inevitabilmente di valore. Hai parlato di talento ma noi non ci consideriamo dei musicisti talentuosi, la nostra è semplicemente un enorme passione e dedizione per quello che facciamo.
C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?
Questa è una domanda molto difficile perchè ce ne sarebbero molti più di uno. Ci piacerebbe molto collaborare con Steve Sylvester voce storica del nostro metal,abbiamo spesso pensato che sarebbe bello sentirlo su un nostro pezzo, ma come già detto ce ne sarebbero molti.
Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?
Prima di tutto voglio ringraziare tutti quelli che si prenderanno 5 minuti per leggere questa intervista e Giornalemetal per avercela fatta, continuiamo a sostenere la musica, specialmente quella underground che è il più grande patrimonio che abbiamo.
Maurizio Mazzarella















