Nono album per i tirolesi Graveworm dal titolo “Killing innocence” uscito per AFM. Dal loro esordio del lontano, oramai, “When daylight’s gone” ad oggi la band ne ha fatta di strada e ne ha proposti di lavori. Loro vengono presentati come “Dark metal” io faccio fatica a considerali tale, sono più vecchia scuola ovvero per me sono death metal con forti influenze di technical death. Ma resta il fatto che la proposta sonora è di alto livello e di alta qualità.
Se possiamo dire da un lato “nulla di nuovo sotto al sole” dall’altra mi viene da dire per fortuna. I graveworm si dimostrano solidi nel loro songwritting, che non è particolarmente innovativo ma è estremamente evocativo e trasmette in modo inequivocabile il mood della band e delle proprie composizioni.
Produzione alta livelli di post produzione altrettanto superiori a molti. Una certa affinità con gli ellenici Septich flesh la sento, ma è solo un discorso di rimandi e di scelte di arrangiamento; non di copiatura o di plagio. Probabilmente derivato dalle scelte orchestrali e da certe dinamiche di riffing sia di chitarre che di basso.
Batteria inesorabile, marziale e distruttiva sotto ogni aspetto; chitarre affilatissime che non fanno sconti e neppure prigionieri in fase di ritmica ed in fase di soli; con una chicca talvolta nelle parti acustiche a dimostrazione delle abilità degli strumentisti. Voce gutturale, rabbiosa e profonda, con un growl di livello e con delle parti anche in scream che non sono per nulla scontate e neppure banali. Un basso che, per fortuna, si sente bene e fa il suo lavoro di collegamento con la batteria e le chitarre.
Come accennato abbiamo anche delle orchestrazioni, per mano di synth, che restano a “bordo macchina” e fanno da riempimento. Cosa non scontata e neppure da considerarsi cosa superflua. Le orchestrazioni arricchiscono in modo sostanzioso le composizioni.
“Where agony prevails”, “Dead words”, “We are the resistance”, “End of time”, “In honour of the fallen” possono essere dei buoni esempi della capacità della band e conferme delle mie parole. Come sempre ascoltate l’album, fatelo vostro e decidete le vostre canzoni preferite.
In conclusione nono album della band ed ennesiam dimostrazione che la band sa il fatto suo, che sa come comporre musica estrema e come far emozionare l’ascoltatore.
Voto: 8/10
Alessandro Schümperlin















