Madonna questi mi fanno proprio morire! Mi basta guardare la foto promozionale: cinque baldi giovani britannici, capelloni e vestiti come in un cosplay ma con molta convinzione, chi da druido, chi da guerriero col martellone tipo Thor, chi da ranger medievale… e il genere? Un ancora più convinto Power sinfonico dai copiosi arrangiamenti classici orchestrali e corali, articolato in concept-albums (questo che recensiamo è il quarto) che narrano storie di guerra continua tra bene a male, tra Fantasy e Techno-Fantasy, ambientate nella “fiabesca” terra di Fife. Da cui loro (o perlomeno i loro altereghi cinematografici) provengono, e di cui sono i prodi guerrieri difensori. Il fatto è che la storia narrata è sufficientemente coinvolgente, nonostante il risultato sia molto, molto pomposo e hollywoodiano. I refrain fortemente corali fanno da incipit a parecchi brani, e questo rischia di diventare uno stereotipo forse un po’ troppo stucchevole. Ma a parte questo, i Gloryhammer mostrano bellamente di fregarsene se il Power spesso e volentieri diventa uno stereotipo a macchietta: loro vogliono raccontare, con tutti loro stessi, la loro storia in musica. Spesso e volentieri utilizzando soluzioni da “musical”, ad esempio facendo parlare i nemici con le voci gutturali o filtrate con effetti robotici, oppure con una guest-vocal femminile in un particolare momento di narrazione dov’essa necessita. Accidenti, anche a me che non amo particolarmente il Power Metal, i Gloryhammer hanno regalato una cinquantina di minuti scarsi di godimento musicale e narrativo. Devo ammetterlo, sono meravigliosi proprio in virtù della loro (forse esagerata e un tantino puerile ma in fondo genuina) convinzione. L’album contiene anche un bonus disc con tutte le parti orchestral/corali separate dalle parti “metalliche” del loro album, così l’ascoltatore potrà accorgersi del mazzo tanto che i nostri si sono fatti in sede di produzione ed arrangiamento. Bravi!
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















