Il mercato discografico è cresciuto dell’8,2% nel corso del 2019, generando un totale di 20,2 miliardi di ricavi: è il dato più alto dal 2004, quando i ricavi globali furono di 20,3 miliardi ed è il quinto anno di crescita consecutiva, dal 2015. Ma si tratta di una crescita minore rispetto al 2018, quando l’accellerazione aveva segnato un +9.7%
A renderlo noto è il Global Music Report, il reportage annuale pubblicato da IFPI, l’organizzazione che rappresenta gli interessi dell’industria discografica a livello mondiale. Attesa tra la fine di marzo e i primi di aprile, la pubblicazione del report è stata posticipata a causa dell’emergenza coronavirus: l’IFPI lo ha ora pubblicato: lo si può consultare qui
A guidare i ricavi è lo streaming, con 11,4 miliardi di introiti generati nel 2019: rappresentano oltre la metà dei ricavi totali (il 56,1%, per l’esattezza). I ricavi dello streaming sono cresciuti del 22,9% rispetto al 2018. Si registra un aumento anche degli utenti abbonati (+24,1%) e delle entrate dalle sincronizzazioni su TV, Film, pubblicità e videogiochi (+5,8%). La crescita dello streaming compensa il calo del fisico (le vendite di cd e vinili scendono di 5,3 punti percentuali: con 4,4 miliardi di ricavi, rappresentano il 22% del totale) e del download (-15,3%). Crescono anche i ricavi relativi alla sincronizzazione in pubblicità, film, giochi e tv: +5,8%.
In Italia il mercato è cresciuto dell’8,2 per cento, più della media europea (+7.2%) e la seconda crescita continentale dopo la Spagna (+16.3). Il mercato principale rimane quello statunitense, dove i ricavi sono cresciuti del 10,5%. Segue il Giappone, che però ha registrato nel corso del 2019 perdite di circa un punto percentuale rispetto al 2018. Al terzo posto il Regno Unito, poi la Germania.
Ora bisognerà capire che impatto avrà la pandemia sui ricavi del 2020. Commenta l’amminstratore delegato dell’Ifpi Frances Moore:
“Di fronte a una tragedia globale, la comunità musicale si è unita per sostenere le persone colpite. Le case discografiche continuano a lavorare per supportare le carriera di artisti, musicisti e dipendenti in tutto il mondo. Il Covid-19 ci mette di fronte a sfide inimmaginabili fino a poco tempo fa.”
Rockol















