Gary Moore e’ stato un grande chitarrista, questo lo sanno in molti. E’ quindi sempre un vero piacere poter riascoltare la sua voce e in particolare la sua chitarra in registrazioni inedite. La sua arte ha spaziato fra l’hard rock e il blues con un piglio personale, caldo e coinvolgente. Live From London e’ l’ultimo di una serie fortunata di album dal vivo postumi che continuano a tramandare la sua arte nel cuore degli appassionati di rock, di blues e di chitarra. Il concerto e’ stato registrato a Londra il 2 dicembre 2009, quindi poco piu’ di un anno prima della morte avvenuta il 6 febbraio 2011. La scaletta ovviamente e’ quasi interamente dedicata al periodo blues del musicista, quello inaugurato nel 1990 dall’album Still Got The Blues. Da quel disco sono tratti ben cinque brani. Si tratta della scoppiettante Oh Pretty Woman, della bella cover di Otis Rush All Your Love, della vivace Too Tired/Gary’s Blues 1, della title track Still Got The Blues e della classica Walking By Myself. Sono tutti brani manifesto del rinnovamento stilistico che Gary Moore ha avuto negli anni Novanta e che esprimono chitarrismi di pregevole fattura. La band che accompagna il leader e’ composta da Vic Martin alle tastiere, da Peter Rees al basso e da Steve Dixon alla batteria e costituisce una garanzia di qualita’. Da Afterhours del 1992 vengono proposte Since I Met You Baby The Blues Is Alright, altri brani belli carichi di feeling e di tecnica mai fine a se stessa. Have You Heard di John Mayall e’ tratta da Close As You Get del 2007 ed e’ un tour de force di dieci minuti , un blues soffuso che Moore abbellisce con solismi che si vorrebbe non finissero mai. Bad For You Baby del 2008 e’ stato l’ultimo album registrato da Gary Moore ed essendo recente all’epoca di queste registrazioni e’ abbastanza logico che sia rappresentato con ben quattro brani. Si comincia con la vitale title track e si prosegue con la veloce Down The Line e con l’incisiva Mojo Boogie. Un cenno a parte merita la cover di Al Kooper I Love You More Than You’ll Ever Know. Una maratona melodica, dodici minuti di poesia in musica, con la chitarra di Gary Moore che riesce a toccare ogni corda del nostro cuore. Ascoltando un brano cosi sale intenso il rimpianto di non avere piu’ con noi un artista di questo calibro. Ma le meraviglie non sono finite. Il set e’ infatti chiuso dall’unico brano precedente alla svolta blues del chitarrista. Si tratta dell’immortale Parisienne Walkaways tratta da Back On The Streets del 1978, un brano romantico e malinconico scritto insieme a un altro gigante irlandese scomparso, Phil Lynott. Qui la chitarra di Moore trascende se stessa in un’incredibile sequenza di note allungate fino all’inverosimile, struggenti e commoventi. A questo punto la parte razionale di ognuno di noi capitola definitivamente per abbandonarsi alla piu’ pura emozione. Immenso Gary Moore!
Voto: 10/10
Silvio Ricci















