Fleischer band teutonica nata nel 2017 ed enbtrata in massacre records con questo album che è il loro debutto: “Knochenhauer”. Album a cavallo tra thrash e death. Piccola digressione sul moniker della band e titolo dell’album:
Fleischer è un termine alternativo per chiamare il macellaio e Knochenhauser è il tritaossa. E come dicevano i latini “Nomen omen” il macellaio sta facendo veramente una tritata di ossa con questo album.
Stilemi rodati ma con un approccio alla post produzione moderno. Ammetto però he in alcuni punti la band mi ricorda “leblos” degli Eisregen. Principalmente per selte di campo legate alla voce. Quindi troviamo le cavalcate tipiche del death con la batteria e quelle del thrash con le chitarre che si intersecano in modo ottimo. Abbiamo i rallentati sottolineati dal basso per ripartire con la furia e la rabbia tipica del death.
Batteria compatta, massiccia e ragionevolmente miscelata in modo buono; forse avrei gestito in modo differente le equalizzazioni di casse e di rullante, ma nulla di particolarmente invasivo. Basso poco percepibile in alcuni punti, ma presente e quando si sente è una bella botta sui denti. Forse un paio di linee in più di volume non avrebbe guastato. Chitarre belle affilate ma forse anche in questo caso un pochino più di basse e meno di alte avrebbero reso più corposo il suono. Ma siamo prettamente nel gusto personale e non in un errore.
La voce come accennato prima ripercorre in alcuni punti quella degli Eisregen, quindi un growl che fa l’occhiolino all scream più volte durante i brani.
Otto brani in tesdesco tutt’altro che “simpatici” i temi; in linea direi con l’approccio della band. Mix e master dicevo poco sopra dignitoso e ben calibrato, per poter dare sia un certo gusto per il retrò che per la nuova metodologia di approccio al mixer ed alle uscite odierne. Un modo ottimo per poter essere appetibili sia alle nuove leve che ai vecchi fan del genere death-thrash.
La canzone omonima della band “Flescher”, “Geburtstag”, “Der Schneider” e “Vater” sono i brani che mi hanno colpiti sia per il testo che per la scelta sonora e direi che siamo di fronte ad un lavoro di alta qualità pur essendo un “esordio”. Vi consiglio vivamente di ascoltarlo e scegliere i brani he vi piacciono di più.
Concludendo questa mia recensione direi che abbiamo una band che rimane in testa, che è nelle condizioni di fare bene e di farsi conoscere in modo assolutamente ottimo. Da seguire se vi piace il metal estremo e se vi solletica il cantato in tesdesco.
Voto: 7,5/10
Alessandro Schümperlin















