Anche l’Italia farà la sua parte a “Europe Shine a Light“, lo speciale organizzato dall’Unione Europea di Radiodiffusione in sostituzione dell’Eurovision Song Contest 2020.
Il 16 maggio, al posto dell’attesa finale della kermesse canora, cancellata a causa dell’emergenza Coronavirus, le tv europee – inclusa la RAI – trasmetteranno uno show non competitivo, per onorare i brani che avremmo dovuto ascoltare sul palco di Rotterdam.
Uno spettacolo di due ore al quale prenderà parte anche il nostro Diodato con la sua “Fai rumore”, della quale presenterà un estratto.
La conferma ci arriva da una fonte interna alla Rai, che starebbe valutando la trasmissione su Rai 1 e/o RaiPlay (per il momento pare esclusa l’ipotesi Rai 4) e sta decidendo a chi affidare il commento (la decisione verrà comunicata verso la fine di questo mese).
Il vincitore di Sanremo canterà inoltre “Love shine a light” dei Katrina & The Waves, campioni eurovisivi del 1997, scelta come “canzone comune” che gli artisti dell’Eurovision 2020 proporranno assieme, in un collage virtuale, ognuno dal proprio paese.
Anche i fan saranno parte integrante del programma, attraverso la creazione di un grande coro virtuale che intonerà il brano vincitore del 1980 “What’s another year” di Johnny Logan. Sul sito ufficiale della rassegna i dettagli per inviare il proprio contributo.
La presenza dell’Italia a “Europe Shine a Light” ha un forte valore simbolico. È stata proprio “Fai rumore” a ispirare la nascita di questo speciale, come rivelato da Cornald Maas, consulente creativo dell’Eurovision 2020.
Durante un’intervista al talk show olandese M, Maas ha rivelato che l’idea è nata dopo aver visto tanti italiani cantare il brano di Diodato dai loro balconi.
Ho visto gli italiani cantare “Fai rumore”, qualcosa è scattato dentro di me. Ero a casa, stavo lavorando a un mio documentario. Mi sentivo già nervoso pensando alla possibilità che l’ESC venisse cancellato. Vedere questi video mi ha commosso perché dimostrano la forza dei social.
A quel punto mi sono messo a pensare. Ho pensato a quanto sarebbe stato bello. L’Eurovision è stato fondato nel 1956 con l’idea di unire l’Europa post-bellica attraverso la musica. In questi tempi segnati dal Coronavirus, ogni paese è impegnato con le sue politiche, la sua battaglia, le sue preoccupazioni e le sue vittime. Ma attraverso l’Eurovision, che tu sia in Bulgaria, Croazia o nei Paesi Bassi, è possibile creare qualcosa attraverso la musica, e può essere una grande alternativa.















