L’amore per la natura e per la sua bellezza raccontate in un viaggio musicale che spazia dalla Darkwave fino al Folk più oscuro. Il primo lavoro di ECOR, al secolo Rocco Cogliati è un’esperienza intima che l’ascoltatore fa sua attraverso suoni ed emozioni appartenenti ad un mondo primordiale. “Airways” è il titolo del primo lavoro solista dell’artista milanese e uscirà il prossimo 7 maggio in maniera totalmente autoprodotta.
Ciò che ECOR vuole presentarci in questo disco, sono dei pezzi che spaziano dall’Ambient più oscuro fino al Folk più sperimentale. Così pezzi come la splendida “Into Thin Air” ma anche la stessa title-track e “Vent Fin” si caratterizzano per un approccio decisamente avanguardistico con sonorità rilassate e non catalogabili immediatamente in un genere specifico. Posso venire in mente all’ascolto band come i Wardruna o altre appartenenti al Black Metal più sperimentale. Ma il vero punto di forza di questo lavoro è la sua eterogeneità e la sua voglia di approcciarsi a generi diversi, il già citato Ambient e la Darkwave, ma anche sonorità melodiche che richiamano a certa tradizione di matrice italica o mediterranea, da citare in questo caso “Perderti” e “Cirene” nel quale fa capolino anche certa World Music attuale.
La voglia di sperimentare e il background decisamente vasto di ECOR, vanno ad influire pesantemente e positivamente sul risultato finale di “Airways”. Un lavoro mistico che raggiunge vette di qualità elevata in pezzi come le già citate “Perderti” e “Cirene” ma anche “Homichlo” strutturata su un favoloso giro di pianoforte che sfocia in un intermezzo Darkwave con innesti di Synth nella seconda parte. “Airways” si poggia anche su testi che trattano tematiche importanti come quella della Natura e dell’Ambiente influenzate moltissimo dall’esperienza di vita di Cogliati stesso, cresciuto tra i palazzi di Milano e i boschi della Valtellina.
“Airways” è un disco di non facile assimilazione ma che riesce nell’intento di far innamorare l’ascoltatore, proiettandolo in una dimensione alternativa permeata di sonorità intime e mistiche. Un’esperienza da vivere tutta d’un fiato.
Voto: 8,5 / 10
Sonia Giomarelli















