I Dreariness fanno un black metal di tipo “depressive black” come veniva definito agli inizi della loro carriera; iniziata nel 2012, quindi poco più di dieci anni fa. Questo implica un rapporto con il composto particolare: ritmi strutturalmente rallentati per quello che riguarda buona parte dei tamburi, ma non per quello che riguarda la doppia cassa che macina blastbeat in modo distruttivo; frammezzata a parti quasi di percussioni appena accennate.
Diabulus in musica per quello che riguarda le strutture chitarristiche a cui si appoggiano melodie ed arpeggi soavi e gentili come altrettanto avviene per le voci: da un lato abbiamo dei vocalizzi soavi e a tratti appena sussurrati e momenti in cui le voci sono degli urli laceranti che vanno oltre lo scream.
Purtroppo per loro, come per molte altre band, alcune cose non sono andate per il verso giusto; tanto che la loro discografia ha dei buchi temporali ampi (rispetto a quello che normalmente avviene in questo periodo storico) e delle deviazioni sul tema. Primo album del 2013, quindi 2016 il secondo lavoro ed a seguire un EP uscito in auto produzione a stile quasi elettronico nel 2020; ora la band si propone con questo “Before we vanish”.
Da notare che i primi due lavori usciti per Nostalgia prod. per la versione cd e Vrjheis rec per la versione LP, l’EP uscito, dicevamo, in autoproduzione e questo nuovo lavoro per My kingodm music.
Come spesso ho potuto ascoltare negli ultimi anni molte compagini di black metal depressivo hanno poi fatto deviazioni in ambiti avantgarde, e viceversa, quindi troviamo nei loro componimenti entrambe le “onde emozionali” ed i Dreariness non fanno eccezione.
Resto sempre spiazzato dall’uso dell’italiano come testi per del metal estremo e con l’uso di quella forma di scream così esasperata ed estrema.
Sia chiaro: non è un errore ma solo un approccio che non sempre è facilmente “digeribile”. Va segnalato che in alcuni punti dell’album le voci sono due, abbiamo la voce maschile che fa “capolino” e supporto a quella principale.
A livello compositivo troviamo materiale di avantgarde, black metal e depressive black, come indicato sopra, con dei timidi tentativi di andare oltre; cosa che rende interessante il materiale proposto dalla band, perché propone un tentativo di andare oltre il “già sentito” e con un risultato di buona qualità. Buona anche la lavorazione da mixer e della post produzione
Dei sei brani direi che “Inhale”, “Rehash” e “Drain” sono i brani che mi hanno colpito di più. Sia per impatto sonoro che per botta empatica ed emozionale. Come sempre fate vostro l’album e decidete le vostre tracce preferite.
“Before we vanish” è un lavoro che dimostra le sofferenze e le tematiche legate al concept del “dilemma del porcospino” come specificato dalla band(per chi non lo conoscesse è un tema proposto da Schopenhauer che portava ad una condizione problematica per due persone che più si avvicinano e più saranno nelle condizioni di farsi male reciprocamente). Concept e trasmissione emotiva a mio avviso ben riuscita e con un lavoro di alto livello qualitativo.
Voto: 8/10
Alessandro Schümperlin















