Sulle scene da oltre un ventennio, tornano i Dragonhammer con una formazione completamente rivoluzionata: l’album “Second life” e’ il “battesimo” di fuoco per il nuovo cantante Mattia Fagiolo, il chitarrista Alessandro Mancini e per il batterista Marco Berrettoni (davvero sorprendente il suo “drumming” in questo disco).
“Second life” suona come una via di mezzo tra un disco dei Rhapsody of fire (quelli degli esordi) e uno degli Hammerfall, anche se strizza l’occhio maggiormente a favore dei primi.
Tra i brani migliori troviamo“Kingdom Of The Ghosts” che rimanda al primissimo Luca Turilli solista, traccia scandita da un drumming “roboante”, tagliente e preciso; “Diamond Of Peace” e’ un altro ottimo brano, “anthemico”, in virtu’ di un ritornello davvero grandioso e che calza a pennello nell’economia della traccia.
“Silver Feathers” ci riporta indietro nel tempo, al power metal tipico degli anni 90’, quello che ha reso grandi band come gli Stratovarius; in certi passaggi vocali, la traccia ricorda “2 Minutes to midnight” degli Iron Maiden, in particolare nella melodia della strofa (degli Iron) che cita : “The killer’s breed or the demon’s seed …”.
Pur non inventando niente di nuovo, il disco si lascia ascoltare in maniera davvero piacevole (il “drumming” di Marco Berrettoni, come gia’ detto, mi ha positivamente impressionato), i brani sono tutti validi e questo “Second life” rappresenta una rinascita per la band italiana (come cita il titolo, e’ proprio “una seconda vita”).
Un gradito ritorno, con un buonissimo disco.
Voto: 7/10
Stefano Gazzola















