Uscito lo scorso 11 febbraio “Prophecy” album dei DIVISION: DARK, per Drakkar entertainment. Non si sa molto della band, o meglio si sa nulla, come da dove vengono e quando si sono formati poiché rimangono anonimi ma si autodefiniscono “Industrial Metal Prophets” si sa solo da un paio di foto che hanno rilasciato, che sarebbero in cinque; nei fatti però questo è un album fitto di è che in “featuring”. Non c’è una sola, delle tredici, canzone che non abbia il “Feat.” quali: Isra Ramos, Anna Lux, Eric Fish, Vicky Psarakis, Lex, Chris Pohl, Seeb, Dino Serci, Otto Dix, Frank Herzig, Scarlet Dorn, Steffi Stuber, Saeko, Seraina Telli, Anna Murphy e Anneke van Giersbergen. Unica certezza è che l’album è stato prodotto da Rico Harber e Benjamin Mudigler.
Strutture sonore tipiche di diversi generi riconducibili sia all’industrial e sia a certo dark. Abbiamo brani squisitamente synthpop, altri più industrial rock; in mezzo a tutto questo abbiamo alcuni sprazzi di materiale acustico e quasi folk e melanconiche melodie che diventano delle ballate notevoli. Purtroppo, o per fortuna, non abbiamo né delle punte di ingegno e di creatività e neppure delle cadute di stile e di qualità.
Forse un paio di “sfasate” dalle strutture solite avrebbero potuto giovare all’inventiva
Pur non essendoci, come descritto prima, delle novità particolari e delle composizioni innovative, resta comunque una prova forse un pochino troppo timida nel tentativo di “infettare” più generi. Abbiamo in ogni caso un lavoro particolare che da una sferzata interessante per quello che potrebbe essere una poderosa commistione tra dark, gothic, metal ed elettronica.
A livello di post produzione e di gestione mix e master nulla da dire, abbiamo un lavoro sui singoli brani interessante; ma forse leggermente disomogeneo se preso nel suo complesso. Di certo essendoci dosi massicce di elettronica le gestioni dell’editing e del registrato è ridotto di molto, cosa diametralmente opposta per le scelte sonore che vengono curate parecchio, rendendo interessante il tutto(pur essendoci delle situazioni disomogenee che ho menzionato sopra).
Faccio fatica a trovare una serie di tracce da definire come “Top songs” in questo lavoro; principalmente per un fatto singolo, i tredici brani che compongono questo lavoro potremmo quasi usarli come singoli. Quasi come se la band avesse deciso di fare tredici singoli e mettendoli poi come parte di una tracklist di un album.
“Prophecy” di DIVISION: DARK è interessante, le comparsate sono importanti, abbiamo dagli Schattenmann ai Blutengel, dalla Van Giersbergen agli Orden ogan piuttosto che i Subway to salli e i the Agonist o Megaherz; ma non basta ad inneggiare al capolavoro. Abbiamo certamente un lavoro complesso, articolato e con parecchie sfaccettature ma forse doveva essere ragionato in modo differente da quello che è stato presentato.
Certo un lavoro interessante, ripeto, sopra la media e valido; ma non un capolavoro pur avendo quelle interessanti comparsate.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















