Secondo album dei Devastation Inc. dopo “No way for salvation”.
E gran passo in avanti.
Passo in avanti perché rispetto alle influenze ed i generi musicali ci si può rapportare in due modi: puoi inseguirli o possono inseguirti loro.
Un conto è voler fare un disco thrash. Un conto è fare quello che ti senti di fare e suonare, solo di conseguenza, thrash.
Nel secondo caso il lavoro ha personalità, viscere, una naturalezza che nel primo caso non si ha.
Il passaggio da “No way for salvation” a “Beyond the shape of violence” mi ricorda il passaggio dei Sepultura da “Beneath the remains” ad “Arise”. Si rompe un argine, si acquista consapevolezza dei propri mezzi e si trova la propria via: si cresce, in sostanza.
Questo è un album maturo, libero, feroce e crudo. Riffs efficacissimi, spesso di stampo Slayeriano, altre volte più vicini agli stilemi della bay area (agli Exodus, in particolare), su una base ritmica inesorabile, nella quale la doppia cassa gioca un ruolo preponderante.
La voce al limite del metalcore (un pò ricorda il buon Max dei Sepultura) aggredisce sopra un tappeto sonoro vivo, naturale, istintivo…grazie anche ad una produzione “dal vivo” di stampo analogico priva, volutamente, di tutti i trucchetti da sala di registrazione. Produzione che considero, appunto, uno dei punti di forza di questo lavoro.
A livello nazionale i Devastation Inc. sono una delle realtà thrash più interessanti, senza dubbio.
L’ho ascoltato già cinque volte. Ed un motivo ci sarà.
Voto: 8/10
Maurizio Gambetti















