Derek Sherinan è un grande tastierista, uno di quelli che negli ultimi trent’anni significa eccellenza del proprio strumento. Noto soprattutto per il suo brillante percorso con i Dream Theater, ha nel tempo legato il suo nome anche ad altre importanti realtà come Alice Cooper, Kiss, Sons Of Apollo e Black Country Communion. Ricordiamo anche le cose con i Planet X con Tony McAlpine. Infine, i dischi da solista. Questo The Phoenix è l’ottavo. Ovviamente, come è lecito aspettarsi, si tratta prevalentemente di musica strumentale con le tastiere in evidenza. Ma in clima fondamentalmente da jam session viene dato ampio spazio agli illustri chitarristi ospiti, e parliamo di nomi del calibro di Zakk Wylde, Steve Vai, Joe Bonamassa, Ron Bumblefoot Thal e Kiko Loureiro.Quindi, una festa di strumenti lanciati liberamente sulle strade del virtuosismo. A dare man forte ci sono bassisti del livello di Billy Sheehan, Tony Franklin e Ernst Tibbs, mentre dietro le pelli siede Simon Philips, che è una garanzia di bravura indiscussa. L’iniziale The Phoenix preme sull’acceleratore evidenziando l’esuberanza chitarristica di Zakk Wylde. Empyreon Sky evidenzia solismi di ispirazione emersoniana da parte di Sherinan. L’impronta emersoniana si accentua nelle virtuosistiche scale pianistiche jazzate di Dragonfly. Ammiriamo Steve Vai in Clouds Of Ganymede, un brano intriso di mistica spirituale, come si addice al mood dell’illustre ospite. Temple Of Hellos si apre oscuro e drammatico e poi si snoda la jam, con Bumblefoot che si alterna a Sherinan negli interventi. Them Changes è un blues di Buddy Miles cantato e suonato da Joe Bonamassa. Unico brano cantato del lotto, esprime un bel feeling, e il solo di Bonamassa è bello e intenso. Octopus Pedigree è un brano deciso e potente, ancora Bumblefoot sugli scudi. Il disco si chiude con i quasi sette minuti di Pesadelo, il brano più heavy del lotto. I virtuosismi di Kiko Loureiro (Angra, Megadeth) arricchiscono il lavoro di Derek Sherinan in un’atmosfera tesa e suggestiva. Alla fine dell’ascolto The Phoenix ha appagato la nostra voglia di rock duro ai confini del prog e della fusion. Un disco suonato con classe.
Voto: 8/10
Silvio Ricci















