Due parti di me coesistono battagliere mentre mi accingo a scrivere questa recensione del nuovo album dei Death Dealer, chiamato “Reign Of Steel”: una parte è quella che considera i Symphony X nella top 3 delle band preferite di tutti i tempi e che vuole poter acclamare qualsiasi side-project dei loro componenti (in questo caso, il bassista Mike LePond); l’altra parte è quella che invece non riesce a digerire il classic power metal americano, per quanto ci provi con tutta la buona volontà. Cercherò dunque di trovare un punto di incontro fra le due per giungere ad un verdetto unanime.
Come anticipato, “Reign Of Steel” (già il nome spiega tutto) mostra con convinzione un chiaro affresco di quello che è il power metal statunitense: riff granitici, batteria martellante, voce aggressiva e stridula, testi che parlano di battaglie, di voli in cielo come le aquile restando sempre un po’ sul vago e sull’astratto. Chi adora il genere troverà dunque molto materiale per essere felice: il disco è suonato in maniera eccellente e anche a livello di mixaggio e produzione in genere si può certamente affermare di trovarsi fra le mani un buon prodotto. Onestamente il tipo di cantato così stridulo a me non piace, mi ricorda vagamente i primi due dischi dei Kamelot e il primo dei Symphony X, che guarda caso sono gli unici album che non mi piacciono delle rispettive band, ma capisco che si tratta di una mera questione di gusti: il cantante è tecnicamente bravo e fa il suo dovere egregiamente. Quello che invece mi ha fatto un po’ storcere il naso è invece proprio il songwriting: “Reign Of Steel” si spinge sui sentieri già ampiamente battuti in precedenza senza alcuno spunto innovativo degno di nota, nessuna contaminazione che renda i Death Dealer immediatamente riconoscibili nel panorama di riferimento. Quanto appena scritto è esattamente il motivo per cui i fan fedeli ad una band restano tali: so di essere atipico ma onestamente preferisco molto più il coraggio nello sperimentare e di trovare sempre soluzioni atipiche. L’album va avanti, ben suonato e diversi passaggi mi sono piaciuti molto: un po’ di diversità in più avrebbe certamente giovato ai fini del voto finale. Come già affermato, tuttavia, gli amanti del power metal americano non resteranno certamente delusi da “Reign Of Steel”, che incarna precisamente tutti i requisiti (e i cliché) del genere.
Voto: 4/10
Francesco “Grewon” Sarcinella















