Tornano i Dark Tranquillity, prime-movers della scena Melodic Death/Black Metal svedese, con il loro dodicesimo album “Moment”. Tornano, e si riconfermano ciò che sono. Senza cedimento alcuno. 10 brani belli metallici, con parti più ritmate alternate ad aperture più melodiche e ricche di “melancholy”, non di rado accostando il cantato screamy con quello pulito negli ormai sempre più frequenti passaggi d’atmosfera, e non da meno sfoggiando il loro indubbio gusto per le intricate e veloci partiture chitarristiche ricche di armonia e melodia, spesso e volentieri ad un passo dai retaggi neoclassici. Questo è più o meno il contesto sonoro di cui è composto “Momentum”. Un tipico contesto sonoro degli ultimi DT. Né più né meno. Per carità, apprezziamo la coerenza musicale del sestetto di Gothenburg, e ribadiamo il grado di influenza che i nostri esercitano su tutta la scena Extreme Metal da ormai quasi trent’anni. Oltretutto, ci troviamo ancora una volta ad apprezzare la grande perizia tecnica dei musicisti, soprattutto dei due chitarristi. Naturalmente dobbiamo anche sottolineare, di per contro, quanto sia alto il rischio di “appiattimento” su ben delineati paesaggi sonori, per una band come loro. E come i connazionali In Flames, che seguono più o meno la stessa impronta sonora da egual tempo. Sul fatto che i DT non abbiano mai attirato particolarmente una certa fetta di amanti del Metal estremo si potrebbe scrivere un trattato. Diciamo, oggettivamente ma brevemente, che i nostri non sono mai andati più di tanto ad esplorare tematiche ed atmosfere particolarmente estreme. E laddove esistano bands che invece hanno avuto il coraggio di fare questo “gran salto”, i nostri si sono assestati sullo spettro sonoro attuale. Estremo in una certa percentuale, ma anche leggermente “progressivo” e d’atmosfera, proprio come riconfermato in “Moment”. Marginalmente i nostri sperimentano anche qualche novità (vedasi la traccia più “Doomy” ed atmosferica del disco che è “Eyes Of The World”), ma senza spingersi troppo oltre, poiché in fin dei conti i nostri hanno mantenuto nei decenni la loro ben nutrita cerchia di fans, e non vogliono di certo deluderli. Nessuno d’altronde ha oggettivamente il diritto di biasimarli, considerando la loro “anzianità” sulle scene e lo stato di prime-movers di cui si parlava prima. Cosa dire… i Dark Tranquillity si riconfermano con quest’album in uno stato di salute tra il buono e il discreto. L’importante per loro ormai è andare avanti. E direi che ce la stanno facendo… almeno per ora.
8/10
Alessio Secondini Morelli















