A distanza di 3 anni dal precedente album tornano i Doom Metal kings Candlemass con un EP che ha il solo scopo di celebrare 40 anni che esistono. I nostri lo fanno con due inediti, abbastanza canonici per loro, il canonico andamento lento e pesante e le giuste canoniche accelerazioni laddove serve, e due covers, magistrali e niente più, di Sabbath Bloody Sabbath di… non lo dico perché mi sono rotto, e di Forever My Queen dei sempiterni Pentagram. Tutto ben fatto, ben eseguito, ben prodotto, nulla di nuovo sotto al sole. Una uscita che sollazzerà i fan sfegatati, una prova buona per la band che conferma di essere ancora in ottima forma, una occasione perduta per la prova vocale. Johan Länquist potrà essere celebrato come il cantante del primo album dei Candlemass (quello del lontano 1986), ma la sua attuale prestazione vocale gracchiante e blueseggiante non affascina tanto, in quanto nella mia modesta opinione non si adatta alla musica. Il “fantasma di forza” (Star Wars docet) di Messiah Marcolin si aggira sempre dietro di loro, sempre. E inoltre, chi è cresciuto con i Black Sabbath (acc… l’ho detto!) e con i Pentagram potrebbe non gradire di ascoltare le vocals di Ozzy e di Bobby Liebling (con il loro carisma) fatte a pezzi dal vecchio/nuovo cantante. Spiacente, ma ogni tributo si paga bene, altrimenti si va incontro a dette critiche.
Voto: 5/10
Alessio Secondini Morelli















