Pensavo che l’avvenimento più importante degli ultimi tempi riguardo i live acustici fosse quello che i Tesla hanno realizzato negli Abbey Road. Evidentemente, mi sbagliavo. Ecco i Bonfire, seminali nella scena dell’Hard Melodico tedesco, realizzare il loro album “semi-unplugged”, sostanzioso e capace di dare una nuove, interessante interpretazione alternativa a loro classici come “Ready 4 Reaction”, “American Nights” e song più recenti ma altrettanto belle come “The Devil Made Me Do It” più 5 nuovi brani. Il particolare è che si tratta di un “semi-unplugged”, come dicevo prima. Innanzitutto perché l’energia, i cori e il continuo accompagnamento di organo Hammond rendono il disco talmente energico da paragonarlo ad una performance “plugged” in piena regola. E poi perché in un paio di brani l’elettrica fa capolino, gonfiando il sound e facendoci sentire i classicissimi Bonfire in una forma smagliante. L’album è prodotto davvero “una favola”, ed è sostanzioso oltremisura, con i suoi 24 brani totali. La cosa triste è che i Bonfire lo hanno pubblicato per far fronte ad un periodo finanziariamente difficile dovuto alla stramaledetta emergenza sanitaria. Difatti “Roots” appare al centro di una serie di campagne crowfunding. Non sono molto a favore di queste iniziative, onestamente parlando, che possono somigliare a chiedere direttamente soldi ai fans. Anche se posso capire che i nostri si possano trovare in difficoltà. Tutto quello che posso fare è affermare in sede di recensione che la qualità di questo prodotto discografico è piuttosto alta. E consigliarlo ai fans dei Bonfire (e del genere proposto dai Bonfire), più di così non so dire.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















