Beriedir: il nome di questa band ha le stesse iniziali della loro citta’ natale, per lo meno ne condivide le prime tre lettere , BER…Bergamo.
“Aqua” e’ il loro secondo album che segue “The Path Beyond the Moon” del 2018, ad essere onesto devo dire che non conoscevo questa band, ma nel suo complesso offre degli spunti davvero interessanti; il genere e’ il classico prog-power sulla scia di band quali Eldritch e Vision Divine.
A proposito di Vision Divine, nel brano “Stormbound” , troviamo ospite Ivan Giannini a condividersi il microfono con il singer principale Stefano Nusperli : ottimo brano, tra i piu’ belli e melodici del disco.
“At candle light” segue la scia degli Eldritch, con aperture vocali ariose, che alternano momenti piu’ happy ad altri piu’ oscuri; le tastiere sembrano suonate da Olef Smirnoff e questo rafforza la somiglianza con la band toscana. I riffs di chitarra sono piu’ “oscuri” e pesanti, piu’ in stile Symphony X (nella loro versione piu “cattiva”) che Eldritch.
“Departure song“: uno dei brani piu’ belli del disco, prog&power scandito da vari cambi di tempo, si rallenta e si accellera , ed e’ nel suo complesso uno dei brani piu’ veloci del disco; strepitoso l’ acuto finale !! Peccato che tali “episodi” siano sporadici qua e la’ durante l’ascolto del disco. In chiusura del brano, troviamo un suono di violino che va ad impreziosire questa piccola “gemma” di prog-metal.
Incrocio tra Eldritch e Labyrinth in “Moonlight requiem”: si trtta di un prog-power metal di ottima fattura con un finale strumentale di chiara matrice progressive.
“The drowned” e’ la traccia piu’ sperimentale del disco, influenzata da una moltitudine di generi musicali: prog, folk (nella melodia del refrain) e l’inizio del brano rimanda a certe cose del post-grunge / alternative.
“Rain “ la traccia inizia con un sound di chitarra che rimanda al mito di Eddie Van Halen , per un brano in stile DGM , in cui sono presenti (in secondo piano), delle parti vocali cantate in “scream”.
Prog-power metal con sonorita’ arabeggianti in “Arkangelos”, mentre “The Angel “ ci propone un prog&power in stile Vanden Plas con aperture melodiche tipicamente “hard rock”.
“Of dew and frost” ricorda i Vision divine di “Mermaids from their moons”, piacevole nel suo incedere, dove la voce di Nusperli assomiglia vagamente a quella di Rick Castellano (cantante apparso sul disco di M. Romeo “War of the world s pt.1).
Il disco non e’ tra quelli da impatto immediato (ovvero easy listening) , necessita di piu’ ascolti per essere compreso e assimilato, ma lascia intravvedere ottime cose e proietta i Beriedir verso un futuro radioso della scena prog-power metal italiana. Da segnalare l’ottimo lavoro di Simone Mularoni che ha mixato e masterizzato l’album.
Voto: 7/10
Stefano Gazzola















