So che gli Angel sono partiti come una band Symphonic Metal olandese. Così almeno era quando uscì il primo album, nel 2005. Ora però, i nostri si sono trasformati in un progetto solista della cantante Helena Iren Michaelsen, di origini norvegesi. Il secondo album a nome Angel “A Woman’s Diary – Chapter II” è in uscita quest’anno per Massacre Records. Stilisticamente ci troviamo difronte ad un Pop-Rock “al femminile” abbastanza eclettico, che potrebbe ricordare un po’, come metro di giudizio, il genere di Alanis Morrisette, ma con l’aggiunta di alcune sperimentazioni sonore e vocali abbastanza personali. Solo in un paio di brani viene toccato il Metal propriamente detto. Precisamente, “Imprisoned”, pesantissima e con vocals recitate più che cantate, che narra di una reclusione in manicomio in giovane età, e “My Desire”, che recupera echi del Symphonic. Ma soprattutto, alla pari del primo album, più vecchio di 15 anni (e titolato parimenti “A Woman’s Diary – Chapter I”), questo si rivela essere un album dai testi pesantemente introspettivi. Oltre a comunicare sentimenti intimi di amore, tristezza, rabbia e malinconia, Helena racconta se stessa e molte sue esperienze passate, anche quelle più dolorose. Senza veli. Proprio come si trattasse di un diario. Con la sua voce particolare, a volte limpida e chiara ed altre incline alle sfumature soul, e con le strumentazioni tutte affidate al produttore Oliver Philipps, la singer nordica confeziona un album a tratti forse ostico, ma intenso e soprattutto incapace di lasciare indifferente l’ascoltatore. Chiudendo il tutto con la musicalizzazione della poesia “Angel Maria’s Poem” in lingua norvegese, su sottofondo orchestrale. Un album, insomma, che richiederà molti ascolti prima di poter essere assimilato per bene. E soprattutto, non tutti i potenziali ascoltatori saranno in grado di accoglierlo nella propria vita. Così come non tutti possono sentirsi avvezzi ad accettare nella propria vita le confidenze assolutamente personali scritte nel diario di una donna con un passato doloroso. Tuttavia, buon per Helena, che ha cercato di emanciparsi da detto passato trasformandolo in un album di musica. Spero per lei che l’operazione sia riuscita.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















