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Acacia, Lo Cascio: “Il testo non è un elemento differente dalla musica”

Acacia, Lo Cascio: “Il testo non è un elemento differente dalla musica”

"Quando io compongo una melodia esprimo delle sensazioni che poi devo rafforzare con un testo appropriato perché soltanto il perfetto equilibrio tra musica e parole fa sì che la canzone possa riuscire a trasmettere emozioni"

RISPONDE MARTINO LO CASCIO:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Ciao a tutti, è un grande onore poter essere presenti su queste pagine. Sì, alla fine del2019 siamo usciti con il nuovo album RESURRECTION, a distanza di 23 anni dall’uscita del nostro primo disco DEEPER SECRETS. Come il primo album, anche RESURRECTION è stato pubblicato dalla storica metal label italiana Underground Symphony.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

La band è nata a Palermo nel 1990 dal mio grande desiderio di condividere con un gruppo di amici un’affascinante avventura artistica. Ascoltavamo tutti musica rock e metal e fin da subito ci fu chiaro che volevamo creare e registrare della musica nostra per farci conoscere

.Come è nato invece il nome della band?

All’inizio eravamo tutti grandi fan degli Iron Maiden e una delle loro canzoni che ci piaceva particolarmente era 22 Acacia Avenue… proprio da quella canzone abbiamo deciso di prendere il nome ACACIA.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Io mi sono sempre occupato di scrivere le musiche e i testi dei brani della band. Per me il testo non è un elemento differente dalla musica, ma è connaturato alla composizione…quando io compongo una melodia esprimo delle sensazioni che poi devo rafforzare con un testo appropriato perché soltanto il perfetto equilibrio tra musica e parole fa sì che la canzone possa riuscire a trasmettere emozioni. Per lo più i miei testi sono incentrati su tematiche introspettive e di analisi interiore… ma vi sono stati diversi testi che hanno trattato temi di attualità, legati anche al nostro vissuto personale, come ad esempio “Funerals of State”, un brano molto intenso e sofferto composto e scritto subito dopo le stragi del ’92

.Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Ci muoviamo all’interno di un genere, quello del progressive metal, cercando di essere quanto più originali possibile. Diciamo che io, come songwriter, sono molto più interessato alla ricerca melodica del brano e alle emozioni che questo può trasmettere che non, invece, alla tecnica fine a se stessa. Le qualità principali del nostro nuovo album, secondo me, sono proprio date dal fatto che, essendo stato partorito dopo così tanto tempo, in esso sono presenti un’accurata ricerca melodica e una forte tensione emotiva. In tutti i brani si respira una profonda dimensione catartica di cambiamento e di rinnovamento, appunto di Resurrezione…

Come nasce un vostro pezzo?

La composizione della musica e la scrittura del testo sono per me terapeutiche… quando scrivo ho bisogno di esprimere e condividere un’emozione che ho dentro e, quindi, la nascita di un brano è per me un evento naturale, ma anche un evento emozionalmente faticoso. Mi piace trovare delle melodie che possano rimanere impresse in chi li ascolta e cerco di trovare sempre un delicato equilibrio tra musica e parole. Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Sono tutti brani a cui sono affezionato e la maggior parte di loro hanno una genesi antica. Naturalmente, poi, nel tempo si sono evoluti fino a trovare la loro giusta dimensione. Forse il brano più rappresentativo dell’album, quello che chiude il cerchio del senso di continua resurrezione, è la decima traccia “The Man”, incentrato sulla continua e incessante ricerca di se stessi.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Inizialmente siamo cresciuti con il sound dei Maiden, ma poi ci siamo spostati verso un progressive metal emozionale alla Queensryche e Fates Warning. È quello il mondo sonoro che sentiamo nostro.

Quali sono le vostre mosse future? Puoi anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

Tutto ciò che avevamo preventivato per la promozione live dell’album è saltato per lo stesso motivo che ha visto fermarsi tutte le band… Nonostante l’assenza di quest osupporto fondamentale per fare conoscere il lavoro, la nostra promozione ha ugualmente sortito ottimi risultati, poiché dovunque l’album ha destato molto interesse e tutte le recensioni sono state assolutamente positive. Quando tutto ritornerà alla normalità, speriamo di poter riprendere con l’attività live

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

No, avendo solo due album all’attivo al momento non prevediamo una scelta promozionale del genere.

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Ritornare dopo tutti questi anni è stato davvero una grandissima emozione, soprattutto perché ho ritrovato tantissimi amici. Ma dal punto di vista musicale e di attitudine ho notato profonde differenze… Sebbene adesso sia tutto tecnicamente più perfetto e ogni aspetto della produzione di un disco venga curato maggiormente e sebbene le band abbiano un potenziale che anni fa non possedevano, sento che, però, oggi manca quella freschezza, quella genuinità e quella passione che noi avevamo, quel sentirsi quasi dei pionieri in un mondo in cui i live erano dei riti e gli appassionati faticavano davvero per trovare un disco, leggere un articolo o conoscere le band underground. Ti confesso che quegli anni mi mancano parecchio…

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Come ti dicevo prima, in questi ultimi 20 anni il mondo si è evoluto così tanto che sembra sia passato un secolo… e mi fa impressione pensare che i nostri demo erano incassetta! Adesso la fruizione è totalmente cambiata, la gente non compra più dischi e si accontenta di ascoltare singoli brani digitali degli album, perdendo, a mio parere, il punto di vista dell’intero lavoro della band. È innegabile che però la visibilità data adesso da Internet una volta non la potevi avere, adesso con poco puoi essere ascoltato in tutte le parti del mondo in tempo reale, adottando delle strategie di promozione che ti portano ai massimi livelli di visibilità.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Personalmente non mi sento tecnicamente un virtuoso, amo suonare quello che scrivo e curo molto la scrittura di musica, testi e arrangiamenti. I miei compagni di avventura sono tutti ottimi musicisti e penso che si siano trovati perfettamente con questo genere dove la tecnica è stata messa al servizio dell’emozione dei brani.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Ce ne sono tantissimi, tutti gli eroi della musica che abbiamo sempre ascoltato e che ci hanno sempre regalato emozioni indescrivibili. Confrontarsi con qualcuno che hai sempre ammirato sarebbe un grandissimo dono, ma sceglierne uno in particolare, per quanto mi riguarda, sarebbe proprio impossibile…

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Innanzitutto vi ringrazio per avere seguito questa intervista e mi auguro che possiate avere la curiosità di ascoltare il nostro album RESURRECTION. Spero che possiate apprezzarlo e che vogliate acquistarlo… mi raccomando, il vostro supporto è fondamentale! Grazie!

Maurizio Mazzarella

Tags: underground symphony
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