Il nuovo, sostanzioso album di Mario “The Black” Di Donato, “Ars Metal Mentis”, ha tutti i crismi per esser considerato uno dei più belli che lo storico chitarrista/cantante della più attempata scena metal di casa nostra abbia mai sfornato. Sempre ammantato della sua veste Dark/Doom, il nostro si diletta in ciò che gli riesce meglio: un corollario di riffs granitici e pesanti ma sempre con il fascino indiscutibile dell’artigianale e del verace. La sua ormai peculiare performance vocale in latino, con la tipica metrica attenta sia alla pronuncia che alla musicalità, non difetta neppure in questo disco. Che gode di una classe compositiva, di una produzione e di un’atmosfera oscura ed allo stesso tempo sacrale a cui il grande Mario ci ha ormai piacevolmente abituati. L’equilibrio delicato di energia e sacralità che si respira nella musica dei The Black ci viene restituita ancora una volta nell’arco dei 10 brani presenti su “Ars Metal Mentis”, incorniciate tra l’altro da una introduzione e da un epilogo organistici, perfettamente pertinenti all’atmosfera dell’album, e suonati dall’illustre ospite Tony Pagliuca de Le Orme. So che il genere proposto è considerato demodé dai più… ma sarà per l’equilibrio musicale particolarmente felice che si respira lungo tutto il microsolco, sarà perché ancora oggi negli stilemi classici del Dark/Doom il nostro continua a scovare e proporre genialate come il riff “scaloso” di “Mala Tempora”, sarà perché Mario è Mario (e le sue vocals in latino contribuiscono a far la differenza)… l’album merita il massimo dei voti. Arricchito come sempre da un suo dipinto come copertina… che dire: grande come musicista, grande come pittore. Non siam degni, non siam degni. Attendiamo quindi la data di pubblicazione ufficiale, il 31 di ottobre, con religiosa trepidazione. Gloria al Sacro Metallo, ora e sempre!
Voto: 10/10
Alessio Secondini Morelli















