Gli Hällas sono tornati dopo quasi tre anni dal loro precedente “Excerpts From A Future Past”, e la release viene fatta con Napalm records.
la band svedese presenta un disco che prosegue il proprio lavoro di revival di certi stilemi compositivi e di un certo hard and heavy dello “scorso secolo”(fa sempre un certo effetto scriverlo anche se è vero).
Già dalla copertina si nota un certo feeling con materiale uscito tra la metà degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 e la musica ne è conseguentemente collegata.
Le strutture sonore, gli arrangiamenti musicali e vocali, le scelte di campo in fase di registrazione non fanno altro che riportare la mente allo scorso secolo: Uriah Heep, Blue Öyster Cult in primis ma non solo loro; facendo dei rimandi odierni direi anche Dool e Kadavar.
Forse, ma siamo più nell’ambito del piacere personale che non in un errore o una mancanza, avrei evitato quella serie di effetti alla voce che non fanno comprendere fino in fondo se Tommy Alexandersson ha un ottimo cantato, oppure quegli echi e riverberi determinano la capacità della gestione del cantato.
La cosa interessante è legata anche ai video che hanno rilasciato con questo album, ripropongono in tutto e per tutto l’immaginifico degli anni 70, con tanto di vestiario in tema psichedelia e primissimi anni dell’hard rock che in quel periodo nasceva.
Di certo vale la pena dargli un ascolto, anche se non siete avvezzi a questo tipo di sonorità, ne vale la pena. Principalmente perché il lavoro è complessivamente fatto bene e contestualmente è curato e non lasciato al caso o peggio ancora “usare” il concetto del comporre il materiale in “versione old school” con del pressapochismo. Gli Hällas riescono a fare un buon lavoro per quello che è il comporre e far musica in vecchio stile.
Dategli un ascolto: anche se non amate certe sonorità potreste rimanere affascinati dalle atmosfere ricreate dagli Hällas. Personalmente canzoni come “Tear of a traitor”, da cui hanno tratto un video, “Beyond night and day”, “Carry On”, di cui hanno fatto un lyrics video e “Fading hero”, che chiude l’album sono le tracce che danno il senso alle mie parole e che vi possono dare il senso del metodo della band di fare musica.
Concludendo, direi un buon lavoro che può essere interessante principalmente per gli appassionati di un certo hard rock, ma che potrebbe essere apprezzato anche da chi non è “del genere”.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















