Il progetto musicale RØSENKREÜTZ, nato dalla mente di Fabio Serra, chitarrista/polistrumentista/songrwiter e fonico, attivo musicalmente fin dai primi anni ’80 e caratterizzato da uno spiccato amore per il NeoProg, giunge oggi al secondo album con “Divide Et Impera”. Sicuramente ha giovato, artisticamente parlando, la ritrovata stabilità di formazione, che si compone attualmente del cantante dei Methodica Massimo Piubelli, del bassista Gianni Sabbioni, del batterista Gianni Brunelli, del tastierista Carlo Soliman e della violinista e seconda tastierista Eva Impellizzeri. Tutti musicisti di longeva esperienza, provenienti da progetti musicali di estrazione variegata della zona del veronese. Il disco è, lo diciamo subito, d’una qualità parecchio fine. Oltre all’impeccabile tecnica dei singoli musicisti ed alla produzione ottima (sicuramente Serra sa il fatto suo anche in questo), risalta in special modo l’alto livello compositivo, mirato ovviamente a creare un’opera colta ma abbastanza omogenea a livello concettuale. Non un vero e proprio concept-album, bensì un ventaglio di storie che gravitano tutte su un tema comune… il controllo, il dominio. Il risultato non può che incantare l’ascoltatore. Dato che i nostri non si limitano a riprodurre pedissequamente il ventaglio di stilemi del cosiddetto NeoProg, ma affrontano la materia musicale con il giusto spessore emotivo ed una perfetta e coinvolgente propensione per la melodia. Soprattutto nei cantati, ricchi di riferimenti al “bel” canto dell’era Prog, nonché ad un certo spirito addirittura AOR. Con ciò non voglio assolutamente dire che la dimensione musicale di “Divide Et Impera” debba apparire per forza di cose anacronistica ed eccessivamente legata ad un passato musicale ormai lontano nel tempo. Anzi, proprio grazie ad una produzione ben rifinita, cristallina e moderna, l’album risulta accattivante fin dal primissimo ascolto. Rispetto a molti musicisti Prog di oggi giorno, che si limitano spesso e volentieri a produrre dischi riservati al solito pubblico di élite, perlomeno i RØSENKREÜTZ ci propongono un disco che può tranquillamente essere apprezzato, a più livelli, da un pubblico più vasto e variegato, per sua intima bellezza. Questo è sicuramente un pregio. Sta di fatto che oggi giorno, in tempi di Reggaeton e Trap imperversanti in classifica, gli appassionati di musica devono fare lo sforzo di ascoltare (NON sentire, attenzione, è una cosa diversa) un album come l’ultimo dei RØSENKREÜTZ! Con questa mia recensione e con il mio voto cerco umilmente di favorire ciò. Spero tanto di riuscirci. Termino la recensione con un particolare plauso alla bellissima illustrazione di copertina, opera dell’artista Christophe Dessaigne/Midnight Digital. Un capolavoro nel capolavoro.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















