Il trio tedesco dei Cryptex, al loro terzo album con questo “Once Upon A Time”, sfidano tutte le convenzioni. E ci propongono un sound solo parzialmente toccato dal Metal. In realtà, il melange sonoro della band è senz’altro caratterizzato da melodie vocali fortemente Pop, tendenti marginalmente al Glam rock anni ’70, e trame che si avvicinano al Prog Rock con i suoi improvvisi e variegati cambi d’atmosfera concentrati in un solo brano. Il tutto arricchito dalla presenza di chitarre d’impronta Prog Metal e l’uso abbastanza preminente del pianoforte, suonato dal “corpulento” ed effeminato singer Simon Moskon, e da una certa propensione alla teatralità vocale. Parrebbe qualcosa di sconclusionato. Forse in parte lo è… ma secondo me, volutamente. Certo, se dobbiamo dare un premio all’originalità, per il particolare modo che ha la band di “impastare” tutti gli stilemi sonori che utilizzano nella propria musica, sicuramente per il 2020 detto premio sarebbe tutto dei Cryptex. Ma quel che conta è che i nostri, dall’alto delle loro composizioni estremamente sfaccettate, e spesso costruite a mo’ di operetta (una su tutte, “I Don’t Know Why”), fanno quel che fanno per cercare di esprimere sentimenti e stati d’animo, anche abbastanza contrastanti. E accidenti se ci riescono. Sicuramente, la parte del leone la fa Moskon, indiscutibilmente in primo piano con la sua camaleontica espressività, ai limiti del cabarettistico. Insomma, “Once Upon A Time” potrebbe risultare ostico ad un primo ascolto, soprattutto per quegli ascoltatori che nei loro gusti musicali rimangono “incatenati” ai canonici generi Rock, Metal et similia. Purtuttavia, sono a favore di un voto di incoraggiamento ai nostri “zappiani” amici Cryptex. Chissà se possano essere gli antesignani di una nuova tendenza musicale…
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















