E siamo arrivati alla diciannovesima uscita discografica dell’axeman tedesco Axel Rudi Pell. Sempre fedele alla linea del puro Hard Rock di Classe, il nostro chitarrista teutonico, con la sua band comprendente l’oramai internazionalmente blasonato Johnny Gioeli alla voce (anche con Hardline e Gioeli / Castronovo), ci confeziona un album pienamente “di tradizione”. Ma che sicuramente bissa un po’ in qualità il precedente, secondo me non esaltante, “Knights Call”. Effettivamente, le canzoni sembrano marciare meglio. E seppur solisticamente parlando Axel continua a non esaltarmi tantissimo, a livello compositivo, di energia sonora e soprattutto grazie al buon potenziale espressivo della voce di Gioeli, siamo ad un discreto livello globale. Potenti sono le ritmiche, ma mai eccessive. E molti sono i riferimenti all’FM Rock, soprattutto sulla splendida ed emblematica title-track. Certamente, non tutte le composizioni sono parimenti incisive. Anzi, sovente ci troviamo difronte una “stanchezza” compositiva che difficilmente si scrolla di dosso quella patina di già sentito che spesso e volentieri si trova in dischi appartenenti allo stesso genere. Non sto a sindacare l’importanza che Axel possiede con la sua band a livello internazionale. Sono anzi sicuro che l’energia strabordante della chitarra del nostro possa ancora oggi impressionare, soprattutto dal vivo, parecchi aficionados. E di per contro, album come “Sign Of The Times” contribuiscono a mantenere ancora oggi vitale la scena Hard & Heavy di tendenza “Class-FM”. Ma comunque, mia opinione rimane quella espressa anche riguardo l’album precedente. Un bell’album “settoriale”, e non molto altro.
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli















