Buonasera ai Celtic Hills. E’ da poco uscito il vostro album “Blood Over Intents”. Potete descriverci i punti forza di detto album? Potete raccontarci qualcosa sulla sua realizzazione?
I punti di forza di questo album direi siano il giusto equilibrio tra la tradizione e il nuovo. La tradizione del riff di chitarra (oggi sparito e sostituito dai synth) e il nuovo, rappresentato dalle diverse influenze per non rimanere monotematici. Per realizzarlo abbiamo usato Cubase 10 come DAW e un banco analogico Mackie; un sound che suonasse retrò, alla anni ’80, ma con tutte le tecnologie moderne dei plugin. Avendo ottenuto l’endorment delle chitarre Dean Zelinsky, quasi tutti le canzoni sono stare registrate con queste, tranne alcune ritmiche con delle Jackson 7 corde.
Voi siete all’album di esordio, però esistete da ben 12 anni. Potete fare una piccola biografia della vostra band, per fare un po’ luce sulla vostra storia a chi non vi conosce molto?
Questo non è proprio l’album di esordio, perchè abbiamo delle autoproduzioni come “Horns Helmet Fighters” e delle partecipazioni su delle compilation internazionali estere quali il volume 2, 3 e quattro per la Music GlobAlliance della Slovacchia. Più molte partecipazioni ad altre compilation in streaming, come quella di Mondo Metal dove eravamo andati molto bene con il brano “The slamming of 1000 Shields” di cui esiste ancora traccia su youtube…
Su cosa vertono i testi delle vostre canzoni?
I testi affrontano aspetti storici dell’antico Friuli, zona di origine della band, forse più famosa per i vini del Collio Friulano che non per esser stata la Gallia Cisalpina anche se si parla del mito degli antichi visitatori astronauti e di antiche magie pagane. Ci sono diversi autori che influenzano i testi e citeremo i nomi più noti come Zecharia Sitchin, Corrado Malanga, Mauro Biglino e Peter Kolosimo. Stiamo già lavorando al nuovo album che parlerà in modo più approfondito di questi temi, raccontando delle piramidi in Bosnia, delle piramidi di Cividale in Friuli.
Come vi trovate con la vostra attuale label, la romana Elevate Records?
La collaborazione con l’etichetta Elevate si è rivelata una scelta molto profficua, i ragazzi offrono tutta la collaborazione e l’impegno come se fossero dei componenti della band, le scelte vengono affrontate per raggiungere insieme gli obiettivi di tutti. Un clima molto collaborativo e sereno.
Avete in programma di promozionare il vostro album dal vivo? Si parla di concerti?
La Elevate si impegna molto sulla promozione e anche per trovare agganci per la promozione live.
Purtroppo l’emergenza Covid 19 con tutte le limitazioni che impone ha cambiato tutti i piani per l’attività live per la quale stiamo adottando delle soluzioni per suonare almeno in situazioni più intime, magari con dei concerti acustici o semiacustici. In repertorio abbiamo anche qualche vecchio brano acustico che potete ascoltare in streaming su www.numberonemusic.com/celtichills
Bene, l’intervista volge al termine. Salutate chi volete.
Questa settimana ci ha lasciato un nostro caro amico e vecchio fan e vorremo cogliere l’occasione per ricordarlo a tutti: Lucio Medeot. Ha lottato a lungo, ma certe malattie non lasciano scampo.
Intervista raccolta da Alessio Secondini Morelli















