Giornale Metal
  • Accedi
  • HOME
  • NOTIZIE
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RECENSIONI
  • RUBRICHE
    • Musica
    • Live Report
    • Cultura
    • Editoriali
    • Altre News
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI
Giornale Metal
Mangala Vallis, “Le barriere esistono solo per chi le vuole erigere”

Mangala Vallis, “Le barriere esistono solo per chi le vuole erigere”

"Credo che chi a pieno titolo ha ereditato il testimone del genere Prog sono band come Motorpsycho, Anathema, Pure Reason Revolution, Agent Fresco, Katatonia o Steven Wilson, ma anche molte band di Prog metal come i Leprous. Ecco questo per me è il futuro del prog."

In occasione dell’uscita del quarto album “Voices” abbiamo raggiunto i Progsters Mangala Vallis per un’interessante chiacchierata.

Un saluto a voi, cari Mangala Vallis. Benvenuti sulle pagine telematiche di GiornaleMetal.it

Un saluto a tutti i lettori di GiornaleMetal.it dai Mangala Vallis.

Dunque siete arrivati al traguardo del quarto album. Potete descriverci con parole vostre i punti forza di “Voices”? La differenza rispetto agli albums passati, qualche notizia sulla sua realizzazione…

Abbiamo cominciato a lavorare a “Voices” due anni fa e ne sono passati otto dal precedente “Microsolco” un tempo lungo ma necessario perché molte cose nelle nostre vite erano cambiate e anche all’interno del gruppo.
Solo due anni fa infatti siamo riusciti a ristabilire l’equilibrio grazie all’ingresso di Gianfranco Fornaciari, così abbiamo iniziato a scrivere nuovo materiale, ma sapevamo benissimo che ancora una volta avremmo prodotto qualcosa di diverso, come era accaduto agli album precedenti. Il motivo principale sta nelle peculiarità dei musicisti coinvolti, tutti molto diversi tra loro come imprinting ma con un minimo comune denominatore che è rappresentato da un gusto particolare per un certo tipo di prog, non necessariamente classico. I brani fluivano con molta naturalezza e da subito abbiamo realizzato che questa “forma canzone” che stava nascendo ci coinvolgeva molto e comprendeva stilisticamente altri mondi musicali che avevamo sempre amato ma che non avevano mai trovato spazio nella nostra proposta. In effetti “voices” profuma non solo di progressive rock.
I punti di forza stanno sicuramente nella scrittura ma anche nell’intensità quasi passionale delle interpretazioni, dalla voce emozionante di Roberto agli assoli ispiratissimi e mai ridondanti di Niki. “Voices” può essere considerata la summa di tutto ciò che amiamo e ci ha formati in tanti anni di musica.
Dal punto di vista dei contenuti “Voices” può essere considerato un concept come gli altri che lo hanno preceduto e parla delle voci che sentiamo nella profondità di noi stessi, che si tratti di mente, di cuore o di anima. Voci che si fanno sempre più forti ed hanno col passare del tempo l’urgenza di uscire allo scoperto: di gridare. Voci che man mano sono aumentate di intensità, perché se c’è un lato positivo nel passare del tempo è che siamo riusciti a mettere sempre più a fuoco chi siamo e cosa vogliamo.E’ giunto il momento di dire basta ai compromessi e di soffocare il nostro io reale.

Annoverate nella vostra line-up anche il caleidoscopico Roberto Tiranti alla voce. Come siete arrivati ad imbattervi in quello che ha fama di essere il più grande cantante Metal/Rock in italia attualmente?

Dobbiamo necessariamente fare un passo indietro, e andare alla “rivoluzione” che è avvenuta dopo “Lycanthrope” il nostro secondo album che ci ha portati a prendere coscienza del fatto che dovevamo rivedere completamente l’idea che ci eravamo fatti, ossia che quella formazione sarebbe stata unita a tempo illimitato.
Dopo “Lycanthrope” tre membri della band hanno preso altre strade: Enzo Cattini (tastierista e cofondatore con me e Mirco Consolini dei MV), Bernardo Lanzetti (ex PFM e Acqua Fragile) e il bassista Riccardo Sgavetti, così ci siamo messi alla ricerca di chi poteva unirsi a noi per continuare la storia, ma la cosa si è rivelata molto difficile, finchè a me, Mirco e Niki Milazzo, l’altro chitarrista dei Mangala è stato fatto il nome di Roberto Tiranti e l’amore reciproco è sbocciato all’istante.
Roberto conosceva i Mangala e aveva apprezzato i nostri album e noi che sapevamo quanto fosse difficile occupare il ruolo che era stato di un gigante come Lanzetti e prima ancora di Fabio Mora (i Rio) , non abbiamo avuto dubbi appena abbiamo avuto modo di sentire la sua poliedricità e le sue performances nei vari progetti che lo vedevano protagonista. Roberto fa con la voce quello che vuole e la cosa straordinaria è che anche quando mette in mostra la sua tecnica sconfinata non è mai esercizio di stile ma una magia che ti tocca il cuore.

Ci parlate anche del vostro ultimo acquisto, il tastierista Gianfranco Fornaciari?

Con Gianfranco ci conosciamo dalla fine degli anni 70, a turno Mirco ed io ci abbiamo condiviso diversi progetti e da molti anni gli chiedevamo di unirsi a noi.
Personalmente è il musicista con il quale ho suonato di più nell’arco di quasi quattro decadi, potrei citarti le due esperienze più note: tastierista con Ligabue negli album “Sopravvissuti e Sopravviventi” e “A che ora è la fine del Mondo” e cantante dei Clan Destino con due album all’attivo, ma l’elenco delle cose fatte insieme è ricchissimo, a partire da un trio jazzrock a metà tra gli Area e i Brand X, che avevamo formato a inizio anni 80…Gianfranco non è solo un grande tastierista, ma anche un autore coi fiocchi. Proprio in un momento di stallo dei MV perché senza un tastierista stabile, è stato lui a proporci un brano. Da li a cascata è arrivato tutto il resto.

Secondo voi, la musica Prog, di cui siete un lampante esempio nella scena italiana, ha un futuro? E se sì, quale?

Il Progressive rock e le sue tante declinazioni in realtà ha un grande futuro, personalmente intendo col termine “progressive” un’attitudine, una predisposizione alla contaminazione, al progredire del rock, un viaggio che non contempla semplicemente il rock ma che inserisce stili diversi e crea un melange di stili.
Il progressive classico vive solo nei grandi gruppi del passato e mi piace riascoltarmi un disco dei primi King Crimson o Yes con lo stesso piacere con il quale ascolto Mozart, ma credo che chi a pieno titolo ha ereditato il testimone del genere sono band come Motorpsycho, Anathema, Pure Reason Revolution, Agent Fresco, Katatonia o Steven Wilson, ma anche molte band di Prog metal come i Leprous.
Ecco questo per me è il futuro del prog.

Nonostante la situazione coronavirus, da cui però stiamo piano piano uscendo, avete già qualche data in programma per la promozione live?

C’erano in ballo diverse cose interessanti ma ora è tutto sospeso, vi terremo aggiornati tramite i nostri social. Nel frattempo continua la promozione di “Voices” che voglio ricordare è uscito per la migliore etichetta di prog italiana, la Ma.RaCash. records di Vigevano. Entro breve pubblicheremo il videoclip di “Sour” la ballad che chiude l’album.

Gigi, tu sei il batterista di Ligabue e C.S.I. quindi hai una certa esperienza anche con l’ambiente cantautorale. Pensi che le artificiose divisioni che si hanno tra l’ambiente Rock/Metal e la “musica italiana” propriamente detta, divisioni sicuramente dovute ad un muro contro muro derivante dal pubblico, saranno prima o poi destinate a scomparire?

Le barriere esistono solo per chi le vuole erigere, personalmente ho avuto la fortuna di crescere musicalmente in un periodo in cui passavi da un concerto prog dei Genesis ad uno di Ivan Graziani, dal jazzrock dei Weather Report ad Angelo Branduardi semplicemente perché andavi alla ricerca di vibrazioni che ti coinvolgessero.
Non c’erano divisioni nette e potevi incontrare le stesse persone in contesti completamente differenti. E’ una questione di apertura mentale mentre capita che oggi i compartimenti siano più stagni, ciò non toglie che alcuni generi risultino ostici per certi palati, ma accade anche che per alcuni grossi nomi del metal lo spettro di ascoltatori si sia allargato notevolmente e questo mi fa ben sperare, perché di condizionamenti ne abbiamo già abbastanza.

OK. L’intervista volge al termine, salutate chi volete.

Un saluto di cuore a tutti coloro che sostengono i musicisti con l’acquisto della loro musica e andando ai concerti. Rock on!

Intervista raccolta da Alessio Secondini Morelli

Tags: intervistemangala vallis
CondividiTweetInviaInvia
Articolo Precedente

Live On Air, intervista a Ilaria Bernardini (Rossometile)

Articolo Successivo

Matteo Rovatti, esce in radio il 22 maggio il nuovo singolo

Redazione

Redazione

Cerca nel sito

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati

Giornale Metal App

  • TRENDING
  • COMMENTI
  • PIU' RECENTE
IVANHOE – Blood And Gold

IVANHOE – Blood And Gold

02/01/2025
La denuncia choc della ex compagna di Ghigo dei Litfiba: “Mi ha pestata per anni. Ora vuole sbattermi fuori di casa”

La denuncia choc della ex compagna di Ghigo dei Litfiba: “Mi ha pestata per anni. Ora vuole sbattermi fuori di casa”

07/05/2020
Tombe Rock, le immagini della tomba di Jon Lord dei Deep Purple

Tombe Rock, le immagini della tomba di Jon Lord dei Deep Purple

10/06/2020
Editoriale, tutto il mondo del metal italiano compatto #dallapartedisonia

Editoriale, tutto il mondo del metal italiano compatto #dallapartedisonia

14/04/2021
NEBULA – Live in the Mojave Desert Vol. 2 (VV.AA.)

NEBULA – Live in the Mojave Desert Vol. 2 (VV.AA.)

The 69 Eyes annunciano il nuovo EP “I Survive” e omaggiano Thin Lizzy con “Cold Sweat”

The 69 Eyes annunciano il nuovo EP “I Survive” e omaggiano Thin Lizzy con “Cold Sweat”

Power Metal Epico da Denver: Siege Perilous presentano il concept album “Becoming The Dragon”

Power Metal Epico da Denver: Siege Perilous presentano il concept album “Becoming The Dragon”

Evoked Eclipse: alla scoperta di “The Cries Of Evil”

Evoked Eclipse: alla scoperta di “The Cries Of Evil”

RUTHLESS: torna il metallo senza compromessi con “Curse Of The Beast”

RUTHLESS: torna il metallo senza compromessi con “Curse Of The Beast”

18/04/2026
“Threshold Of Hell”: i Bloodhunter alzano il tiro tra furia melodica e ombre di guerra

“Threshold Of Hell”: i Bloodhunter alzano il tiro tra furia melodica e ombre di guerra

18/04/2026
PHANTOM, nuovo assalto speed/thrash: in arrivo “Not Midnight Yet” per High Roller Records

PHANTOM, nuovo assalto speed/thrash: in arrivo “Not Midnight Yet” per High Roller Records

18/04/2026
SCHIZO, torna la leggenda del thrash estremo italiano: F.O.A.D. Records pubblica l’archivio definitivo dei demo

SCHIZO, torna la leggenda del thrash estremo italiano: F.O.A.D. Records pubblica l’archivio definitivo dei demo

18/04/2026

Giornale Metal

Direttore Responsabile: Maurizio Mazzarella

  P. zza A. Merini, 12 - 74121 Taranto

  redazione@giornalemetal.it

  +39 3395020938

GiornaleMetal.it – Contenitore Informativo Musicale

Testata Giornalistica - Iscrizione Registro Stampa N°2/2018 Tribunale di Taranto 26/09/2018
Editore: Mazzarella Press Office
Partita Iva: 02985480736
Giornalista Pubblicista - O.N.d.G. N°138263
C.F. MZZ MRZ 78H11 L049 J

Informativa

Privacy Policy
Cookie Policy

© 2020 GIORNALE METAL - P. IVA 02985480736

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • HOME
  • NOTIZIE
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RECENSIONI
  • RUBRICHE
    • Musica
    • Live Report
    • Cultura
    • Editoriali
    • Altre News
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI

© 2020 GIORNALE METAL - P. IVA 02985480736

Bentornato!

Accedi al tuo account di seguito

Password dimenticata?

Crea il tuo nuovo account!

Compila i moduli qui sotto per registrarti

Tutti i campi sono richiesti Accedi

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo e-mail per reimpostare la password.

Accedi
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi riteniamo che tu ne sia contento.OkRifiutaLeggi di più