E così, anche i veterani Metal Church arrivano a commemorare il quarantennale di esistenza, con una bella antologia. Un’antologia totalmente indirizzata e dedicata ai loro fans vecchi e nuovi, e contenente chicche inedite di varia natura. Difatti, troviamo qui presenti ben 16 brani, in gran parte inediti “rilavorati” provenienti dagli “scarti” (e chiamali scarti) degli ultimi due albums, “XI” e “Damned If You Do”. Il tutto completato da reincisioni di alcuni brani classici (tra i quali la mitica “Fake Healer”, eseguita assieme a nientepopodimenoché… Todd La Torre dei Queensrÿche), nonché da cover piuttosto “rockeggianti” di Nazareth, Sugarloaf e Ram Jam. Gli ingredienti sono esclusivamente questi. Ma se per caso i nostri volevano dare adito ad una giusta celebrazione, di sicuro ci sono riusciti. La band degli inossidabili Kurdt Vanderhoof e Mike Howe, dopotutto, nonostante alcuni periodi di iato passati, è rimasta tale e quale: i Metal Church possono pregiarsi di potersi considerare ancora oggi quelli che genuinamente sono sempre stati. Pionieri dello U.S. Metal, soprattutto del Metal West Coast, come orgogliosamente viene precisato in bio, la cui fama non ha forse mai ecceduto il settoriale, ma sempre perseguendo la loro carriera discografica a discapito delle mode che venno e vengono. Modernizzando certo il loro sound quel tantino che bastava per poter procedere senza scossoni… soprattutto, una band che ha influenzato in tutto e per tutto la scena Metal statunitense in primo luogo, ma anche quella internazionale, in virtù della loro particolare miscela di Heavy Classico e Thrash. Tutto ciò è di certo ben rappresentato dagli antologici 77 minuti di “From the Vault”. Di acqua sotto i ponti dai tempi di “The Dark” e “Blessing In Disguise” ne è certo passata molta. Ma la persistenza di certe sonorità ancora oggi passa anche, volente o nolente, per i Metal Church. E nessuno potrà mai negarlo. E allora… tanti auguri, e buona celebrazione alla band… e ai fans. Con questa succosa raccolta di brani vecchi e nuovi, rianimati molto classicamente “dalla cripta”.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















