“Metaphora” è il terzo disco per gli italiani (da Ravenna per la precisione) Void Of Sleep; attivi dal 2010 sono autori di uno stoner-sludge progressive metal. Questo nuovo album rappresenta un nuovo passo avanti nella loro crescita ed evoluzione, grazie anche ai due nuovi innesti in formazione: Andrea al basso, che sostituisce Riccardo ‘Paso’ Pasini, e Momo ai synth e tastiere. La produzione e i suoni di questa nuova release hanno un taglio decisamente più moderno e quindi meno grezzo e sporco (cosa che non necessariamente rappresenta un difetto anzi…) che ridimensiona la componente stoner-sludge del suond dei Nostri, ma che nulla toglie alla qualità eccelsa delle composizioni qui presentate. Ci si rende conto del livello raggiunto dalla band ravennate ascoltando “Iron Mouth”, che segue l’iniziale e strumentale “The Famine Years”, un brano strutturato ed elaborato che vive di diversi umori e sensazioni; si passa agevolmente da momenti vicini all’alternative metal a momenti più intimisti e riflessivi, senza mai trascurare disgressioni prog-psichedeliche davvero ispirate. Sulla stessa scia anche il brano che chiude la tracklist “Tides Of The Mourning”. Invece “Unfair Judgements” e “Modern Man” mettono in evidenza la vena più melodica dei Void Of Sleep che comunque garantiscono un livello sempre molto alto, mentre “Master Abuser” è il brano più aggressivo del lotto che richiama i primi Mastodon. “Metaphora” ci consegna una band in uno stato di grazia, che ha il coraggio di sperimentare e di rinnovarsi toccando livelli di maturità e personalità che pochi possono vantare.
Voto: 8,5/10
Vincenzo Chioppa















