di Massimiliano Paluzzi
Si chiude con un bilancio decisamente positivo l’ottava edizione del Frontiers Festival, andata in scena al Live Club di Trezzo sull’Adda, ormai sede storica della kermesse dedicata all’hard rock melodico.
Grande protagonista, ancora una volta, il pubblico: numeroso, partecipe e sempre più internazionale. Se nelle passate edizioni la presenza era equilibrata, quest’anno si è registrata una netta prevalenza di spettatori stranieri, arrivati da ogni parte del mondo. Un pubblico maturo, appassionato e coinvolto per tutta la durata dell’evento.
La formula dei set brevi e intensi si è confermata vincente, sostenuta da un’organizzazione precisa e senza intoppi tecnici, a conferma della solidità del team Frontiers.
Venerdì 1 maggio: tra conferme e sorprese
La prima giornata ha visto alternarsi sul palco band emergenti e nomi consolidati. Dopo un avvio con qualche imperfezione tecnica, si sono messi in evidenza gli Shiraz Lane, seguiti dall’energia dei Creye. Apprezzato anche Russ Ballard, capace di conquistare il pubblico con il suo repertorio, tra cui la celebre “Voices”.
Momento emozionante con la reunion dei Giant di Dann Huff, nonostante alcune difficoltà dell’ultimo minuto. Chiusura affidata agli Starship con Mickey Thomas, protagonisti di uno show di grande impatto e respiro internazionale.
Sabato 2 maggio: ritmo e grandi performance
La seconda giornata si è aperta con l’energia dei Fighter V e degli Hell in The Club, seguiti da Atlantic e Degreed. Gli Heavens Edge hanno alternato momenti intensi ad altri più contenuti, mentre gli Heat hanno saputo coinvolgere il pubblico con grande carica.
Apice della serata con i Night Ranger, veri protagonisti della giornata: la band ha entusiasmato il pubblico con i grandi successi del passato, confermandosi tra le più apprezzate dell’intero festival.
Domenica 3 maggio: chiusura in crescendo
L’ultima giornata, nonostante una partenza anticipata, ha regalato momenti interessanti. Buone prove per gli italiani ItsALie e per i Transatlantic Radio. Più discontinua la proposta di alcuni altri gruppi, mentre i Confess hanno portato sul palco un sound più aggressivo.
Tra gli artisti più attesi, John Corabi ha proposto un set di matrice classica, mentre i Nelson hanno convinto con il loro rock melodico. Gran finale affidato agli Stryper, che hanno chiuso il festival con una performance solida e coinvolgente, confermando il loro status internazionale.
Il Frontiers Festival si conferma così un punto di riferimento per gli appassionati del genere, capace di attrarre pubblico da tutto il mondo e di valorizzare un’eccellenza musicale italiana sempre più riconosciuta a livello internazionale.















