Che un’etichetta discografica tenda non dico a preferire, ma quantomeno a specializzarsi su specifici generi musicali piuttosto che su altri, non è una novità. Per chi conosce, segue e apprezza l’italiana Scarlet Records, sa bene che è in grado di offrire un’ottima scelta a chi ama il power e il symphonic metal. Vi sono anche diverse eccezioni appartenenti alle flange più estreme del metal (come ad esempio il technical death degli strepitosi Sun Of The Suns), ma generalmente gli uptempo a doppiacassa e gli arrangiamenti sinfonici sono quelli che sono piu “di casa”. E proprio nella categoria sinfonica troviamo gli svedesi Shadowborne, pronti a sfornare il loro album di debutto chiamato “Heaven’s Falling”.
Andando ad analizzare la band, siamo nel filone “pop metal sinfonico”, quello a cui per intenderci fanno parte i moderni Within Temptation e Delain: melodie molto orecchiabili, accelerazioni e sprint saltuari di aggressività, talora anche cambi di tempo, linee vocali orecchiabili e di buona presa sul pubblico in sede live. Musicalmente parlando, in realtà gli Shadowborne non offrono nulla che non sia già stato offerto da altre band in passato: il disco non sorprende di certo, non richiama particolarmente l’attenzione, ma certamente non delude. Anzi, essendo il primo disco della band, devo dire che si difende sorprendentemente bene e che lascia ampio spazio agli Shadowborne per migliorare e raffinare il proprio sound. Quello che invece resta più impresso nella mente è l’aspetto visivo e di “lore” del gruppo, anche qui non esattamente originale ma certamente ben ideato: la band ruota attorno alla figura della cantante, dall’identità nascosta dietro al nickname “Eira Shadowborne”, una sorta di regina o incantatrice nordica dallo sguardo penetrante e una voce dall’ottimo range. Un personaggio dal nome adattissimo ad un gioco di ruolo fantasy dunque, e che viene accompagnato da quattro musicisti senza volto e senza nome: ognuno di loro ha infatti una maschera o un trucco e un nome scelto che è come se fosse più una “classe”, che un nome vero e proprio… Abbiamo infatti “The Warden” e “The Oathbearer” alle chitarre, “The Keeper” al basso, “The Warbringer” alla batteria. Personaggi che sembrano provenire direttamente dal videogioco “For Honor” e che aiutano certamente a creare il clima dark fantasy che sia i loro outfit e sia gli artwork del disco intendono trasmettere. La musica in realtà è molto meno “fantasy” di quanto si pensi, assistiamo infatti a un pesante utilizzo di sintetizzatori che spesso guidano sia la melodia principale della canzone e sia la linea vocale. Questo non è certamente un male, è una scelta della band e data la saturazione del mercato in ambito power/sinfonico, capisco bene perchè una band di non storica formazione voglia mischiare le carte del mazzo e offrire qualcosa di “diverso”, a suo modo.
Concludendo, “Heaven’s Falling” si difende bene per essere un album di debutto: mi complimento con la band per la scelta artistico/visive e sono davvero curioso di sapere cosa ci potrà riservare il loro futuro.
Voto: 6,5/10
Francesco “Grewon” Sarcinella















