Autori di un rock alternativo con sfumature hard, che sottende una meticolosa ricerca sonora e strutture compositive estremamente articolate, hanno la loro punta di diamante nella fantastica e poliedrica voce di Patty Simon che, autrice anche delle liriche, padroneggia con maestria la nostra lingua madre. Assieme alla chitarra di Luigi De Stefano, autore di una performance di spessore, formano una miscela esplosiva che da origine ad una vena musicale originale ed avvincente. Sentiamo cosa ci raccontano…
Ragazzi, benvenuti su Giornale Metal! Allora, presentiamo la band ai lettori raccontando un po’ della sua storia dalle origini…
Ciao Salvatore! E grazie per questa intervista…allora noi esistiamo dal 2013, nel corso degli anni ci sono stati dei cambiamenti all’interno della line up della band e dal 2017 siamo ufficialmente rimasti come produttori ufficiali del progetto Carillon, io Patrizia e Luigi.
Poi per i live e le registrazioni in studio abbiamo i nostri amici collaboratori molto preziosi, ora al basso Stefano Albiero e tre batteristi che sono Cristian Casarotto, Amos Castelnovo e Damiano Tomasoni l’ultima new entry. Siamo sicuramente una squadra compatta che si stima a vicenda.
Abbiamo in questi anni vissuto delle esperienze live molto belle ed importanti, tra le ultime sicuramente il fatto di aver rappresentato il Veneto dopo la competizione musicale, sul palco del Teatro Ariston a Sanremo rock edizione 2021 e poi l’anno successivo siamo potuti tornare nuovamente in gara diretta. Nel 2022 abbiamo vinto il Vicenza Rock Contest nella categoria “miglior gruppo di Verona”, premio “radio voice” e “seconda classificata miglior voce del contest”.
Abbiamo all’attivo il disco importante “Rumore e silenzio” sotto la produzione artistica di Lele Battista a Milano, che uscì in primis nel 2018 soltanto sui portali digitali e poi nel 2022 dopo l’uscita del lyric video su youtube del brano “Il tempo all’infinito” abbiamo deciso di stampare alcune copie fisiche dell’album con l’aggiunta di questo ultimo brano…ecco quindi che ha preso forma la “special edition” e recentemente ritornata anche sulle piattaforme digitali.
Poi a novembre 2025 come ben sai è uscito “2.0” il nostro nuovo album, disponibile sui digitali e copie fisiche limitate.
Noi ci definiamo un gruppo rock italiano che mescola stili diversi e non perde di vista l’obbiettivo più importante che è il mainstream, ecco perché ci chiamiamo “Carillon”.
2.0 è un gran bel disco… E’ passato un bel po’ di tempo prima di arrivare alla sua pubblicazione. Parliamo della sua genesi e di come si è sviluppata la sua lavorazione.
Allora in realtà a ottobre 2024 era uscito il primo videoclip di “Sbagliata” come anticipazione dell’album e mentre si scriveva e si produceva in studio all’ 8 marzo 2025 avevamo rilasciato sempre su youtube il secondo videoclip de “Il grido e l’odio” che tratta appunto il tema del femminicidio. Questo disco rappresenta per noi, una continuità musicale da ciò che è stato il precedente album “Rumore e silenzio” e sicuramente “un’evoluzione”, come porta lo stesso titolo, non soltanto musicale per la massa ma anche dal punto di vista personale. 2.0 album risulta essere anche una sorta di “eredità spirituale” tramite le 12 tracce del disco, le quali seppur descritte spesso al femminile, toccano tematiche dell’essere umano che si applicano benissimo sia al genere maschile oltre che femminile.
Son passati un po’ di mesi dalla sua uscita… Siete soddisfatti della sua riuscita e dei lusinghieri riscontri ricevuti?
Siamo molto soddisfatti delle critiche ricevute su questo disco, poi crediamo che si possa sempre attuare di più e soprattutto mettersi alla prova come piace fare a noi.
La musica ruota attorno alla voce di Patty che, come ho scritto, padroneggia con maestria le metriche della nostra lingua madre, adattandole perfettamente alle strutture armoniche della musica rock. Nel vostro caso cosa nasce prima? Il testo? La musica?
Guarda dipende…. a volte si prendono basi di provini registrati e si scrive qualcosa sopra, a volte è un momento di ispirazione immediata da parte di entrambi, quindi l’accenno di un riff di chitarra può accendere immediatamente l’ispirazione e quindi come può prendere forma la canzone in tutta la sua struttura, sono capitate delle volte in cui alcuni pensieri scritti sotto forma di poesia siano stati metricamente lavorati per un brano. Non c’è una regola scritta è tutto molto istintivo e vissuto al momento.
Le liriche ruotano attorno alle sfaccettature dell’animo umano. Patty, cosa ti ispira per la loro scrittura? La lettura di un libro? Qualche accadimento particolare? La vita di tutti i giorni?
Allora io sono molto osservatrice e visionaria, sicuramente ci sono le esperienze vissute, ma anche quelle vissute da altri, che fanno parte del quotidiano di ogni essere umano, poi ci sono le notizie in televisione, oppure ci sono i film, amo particolarmente concentrarmi sulla trama di un buon film, affinchè possa scatenarmi delle emozioni non indifferenti e questo poi mi porta a riflettere e a scrivere. Credo che per ogni autore la cosa più importante sia far ritrovare ogni ascoltatore identificato all’interno del testo scritto.
In copertina ci sono le immagini dei vostri bambini! Quale il riferimento col concept del disco?
L’eredità delle azioni dell’essere umano che affronta il suo quotidiano nel bene e nel male, i bambini ora piccoli, una volta cresciuti si ritroveranno ad affrontare “la vita”. Sabbie mobili sicuramente racchiude tutto questo perché il brano racconta di questi due fratelli “reali” che devono decidere se affrontare l’evoluzione che la vita mette loro davanti oppure farsi risucchiare dalle sabbie mobili. Ecco il perché la scelta del duetto con voce maschile e femminile e pensata a un “aria” di musical. In sabbie mobili i protagonisti sono Egan e Lucrezia, ma chiaramente lo sono tutti i bambini diventati adulti che devono scegliere…la purezza del bambino si scontra con l’eredità dell’adulto che non rimane immacolato nell’anima…Infine concludiamo dicendo che questo album è veramente un’eredità da lasciare.. abbiamo all’interno del disco un esempio come la canzone “Sarai”, un testamento spirituale nei confronti di Lucrezia, Egan invece si ritrova ad essere protagonista di Sabbie mobili con appunto sua sorella. Comunque gli argomenti trattati in tutto il disco sono eredità per ogni bambino che diventato adulto può ritrovarsi ad affrontare nel corso della sua vita.
Patty, sei incredibilmente in gamba! E’ naturale chiederti quali sono le cantanti che più ti hanno influenzato e tutt’ora sono fonte d’ispirazione per te.
Amo ascoltare molte sfumature vocali che rendono un o una cantante riconoscibile non soltanto col suo timbro ma anche con la sua personalità. Ti posso dire che la mia voce preferita in assoluto è quella di “Ofra Haza”…
Luigi, come ho detto in sede di recensione il tuo lavoro con le chitarre è incredibile: dettano umori, atmosfere, ritmiche e cambi di tempo in modo puntuale e sempre funzionale all’insieme. Sono sempre presenti ma mai invadenti. Quali sono gli axeman che più ti hanno influenzato?
Più che un chitarrista specifico amo ascoltare molte influenze stilistiche che sono lontane da ciò che cerco di proporre io, ma hanno sicuramente accompagnato i miei frequenti ascolti, tipo la musica degli anni 70, 90, degli anni 2000, stile americano e inglese.
Cosa gradite dell’odierna scena rock, ma anche dell’intero panorama musicale più in generale?
Cerchiamo di ascoltare tutto perché siamo molto curiosi…
Cosa c’è nel futuro dei Carillon ? Sul fronte live in particolare?
Per i live sicuramente speriamo di poterne fare molti, ti posso anticipare invece che stiamo producendo un nuovo singolo, in questi giorni si comincia a inciderlo, ma non lo pubblicheremo così presto, lo vogliamo produrre bene e tenerlo al caldo per qualcosa di molto importante.
A voi la chiusura di questa chiacchierata con le vostre parole!!!
Beh che dire.. innanzitutto ti ringraziamo ancora per l’opportunità che ci hai dato e soprattutto per la bellissima recensione che hai fatto del nostro 2.0 album. Vogliamo sicuramente invitare chi è incuriosito dal nostro progetto a cercarci e ad ascoltare i brani pubblicati e, inoltre, invitiamo altri autori a scrivere in italiano nel rock, perché con la nostra bella lingua madre si può benissimo viaggiare nel mondo anche con il rock italiano.















