La band Shatter Brain, proviene da parecchio lontano, Australia, Adelaide a volere essere precisi. La band dopo una Demo e uno split con i Blunt Shovel, immette sul mercato mondiale il loro album di debutto, dal titolo Pitchfork Justice. Il genere proposto da questi cinque australiani è una sorta di metal possente che sconfina spesso e volentieri nello sludge metal più oltranzista, nel death metal duro granitico e massiccio, mettendo anche una buona dose di groove e heavy metal puro. Quello che ne viene fuori da questa miscela incandescente si può ascoltare su tutti i brani contenuti all’interno di questo robusto e sorprendente album. Partendo dalla trascinante canzone di apertura, Talk In Fear, dove la band mostra fin da subito i denti belli aguzzi, chitarre compresse in stile Entombed, Wolverine Blues oriented, fa di questo primo brano, davvero un grande inizio. Nella successiva Lorem Ipsum vanno a scomodare anche un pizzico di thrash metal come da migliore tradizione, infilandoci dentro una buona dose di Pantera. Le influenze che si possono sentire all’interno di Pitchfork Justice sono davvero tante e sono comunque molto amalgamate in un modo tale da risultare assolutamente personali e geniali. I brani funzionano alla grande, dove un altro esempio si può avere nella death metal oriented Pitchfork Justice, brano non troppo tirato ma assai pesante. Il cantato tra l’altro si divide tra screaming, growl e delle belle clean vocals. Questi signori sanno come trascinare gli ascoltatori, non per niente durante il 2019 hanno aperto svariati concerti di Max e Igor Cavalera, dove tra l’altro durante il Beneath The Arise Tour, Max Cavalera è salito addirittura sul palco con loro per suonare una cover degli Ac.Dc, cosa non da poco conto. Un motivo che spinge questi giovani sempre più in alto c’è di sicuro e per noi è proprio la loro musica che riesce a catalizzare l’attenzione dei media e dei fan in una maniera molto fluida a tratti quasi catartica. Il groove impazza su tutte le songs come: Choosing Beggars, Fencesitter o ancora nelle spettacolari Noble Savagery e Death Goes On. Ci sono anche dei momenti più riflessivi, se così possiamo definirli come Silent Scream e Life Ephemeral, dove in quest’ultima la band, dona anche nota acustica di assoluto rilievo. Pitchfork Justice si rivela un grande disco, dai contenuti mai banali e con un pazzesco, lo ribadiamo ancora, groove che difficilmente uscirà dai nostri padiglioni auricolari. Onore alla sempre attenta e grande Worm Hole Death per avere messo sotto contratto una vera e propria bomba esplosiva. Qui si può fare partire il countdown.
Voto: 10/10
Sando Lo Castro















