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OZZY OSBOURNE – Ordinary Man

OZZY OSBOURNE – Ordinary Man

Label: Epic Records

Ozzy Osbourne, Ordinary Man. Gia’ queste parole suonano come un ossimoro. Ozzy Osbourne e’ tutto fuorche’ un uomo ordinario. Tutto nella sua vita e’ stato esagerato, sopra le righe, irregolare. Lui e’ il cantante di uno dei pochi gruppi che possono dire di aver inventato l’heavy metal, i Black Sabbath. L’uomo che e’ sopravvisuto a tutto, alla droga, all’alcol, agli eccessi, ai pipistrelli e a tante altre cose. L’uomo che e’ riuscito nel non facile compito di superare, a un certo punto, il gruppo madre per vendita di dischi. L’uomo che e’ riuscito a fare un reality show con la propria famiglia e a restare un’icona del non essere inquadrato, dell’essere rock’n’roll inside. L’uomo che, arrivato a 71 anni e con un morbo di Parkinson che potrebbe presto mettere fine alla sua gloriosa carriera, riesce ancora a stupirci con un disco come Ordinary Man. Con queste premesse l’album finisce inevitabilmente con l’essere una sorta di addio alle scene, un epitaffio per il cantante inglese. I musicisti che lo accompagnano in questa avventura sono il chitarrista Andrew Watt, il bassista dei Guns And Roses Duff McKagan e il batterista Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers. Si nota poi la presenza di ospiti del calibro di Slash e Tom Morello alle chitarre. E anche il contributo di personaggi esterni al mondo hard and heavy come Elton John e i rapper Post Malone e Travis Scott. Straight To Hell e’ un ottimo brano d’apertura. Cori ad effetto, riff assassino, aperture melodiche e la chitarra di Slash che lascia subito il segno. Quasi tutti i titoli dei brani suonano come un rafforzativo di quell’idea di addio alle scene a cui si accennava. Straight To Hell, dritto all’inferno, il luogo dove si suppone vadano a finire i peccatori impuniti come Ozzy…Segue All My Life, tutta la mia vita, un brano che si gioca su melodia e ritmi cadenzati. Goodbye e’ un altro titolo eloquente circa il mood generale del disco ed e’ un bel brano corposo e massiccio. Siamo arrivati alla title track Ordinary Man. Qui si segnala la presenza al piano e ai cori di Elton John , artista coetaneo di Ozzy che su strade diverse ha segnato la storia di una generazione di musicisti che inesorabilmente sta andando verso la fine del proprio percorso…E’ amaro dirlo ma fra qualche anno tutti i grandi artisti che hanno cambiato per sempre la scena tra i Sessanta e i Settanta influendo anche sul costume e la cultura contemporanei potrebbero non esserci piu’…Si tratta di una ballad bellissima e struggente. Ozzy ripercorre la propria vita in modo malinconico e consapevole facendoci commuovere nel profondo. La chitarra viscerale di Slash incornicia un momento nella storia della nostra musica che restera’ nel tempo- Under The Graveyard e’ un altro brano intenso che si apre melodico per farsi massiccio e incisivo. Under The Graveyard, sotto il cimitero, la sensazione di fine incombente qui si fa pressante. Eat Me con la sua armonica ci riporta alle origini di tutto, al 1970, al primo album dei Black Sabbath e al brano Wizard nel quale Ozzy suonava questo strumento. . Il pezzo e’ un altro rock deciso e martellante. Today Is The End, oggi e’ la fine, ancora quel senso di conclusione inevitabile di un percorso che non ci molla un istante. Atmosfere inquiete e angoscianti si insinuano in chi ascolta. Tom Morello introduce con un delicato arpeggio Scary Little Green Men, brano che poi si fa nervoso e incalzante. Holy For Tonight e’ un pezzo dotato di melodie malinconiche e cariche di suggestione. Negli ultimi due brani abbiamo come ospite Post Malone, un rapper abbastanza noto nel proprio ambito. IT’s a Raid parte frenetico e accelerato con suoni sporchi e impastati in cui le voci di Ozzy e di Malone si rimandano vicendevolmente. Nella finale Take What What You Want troviamo anche un altro rapper, Travis Scott. Un brano piu’ melodico e suadente.Chi scrive non ha nulla in contrario a questo tipo di collaborazioni, ma le ultime due tracce risultano leggermente sfocate rispetto all’atmosfera rock crepuscolare che si respira nel corso degli altri brani. Ordinary Man resta comunque un ottimo album, e se Ozzy Osbourne ci lascera’ cosi’, lo ricorderemo sempre come un Grande!

Voto: 9/10

Silvio Ricci

Tags: recensioni
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