E i Doomraiser, portabandiera indiscussi del più plumbeo Doom in quel di Roma, sono arrivati al sesto album. “Cold Grave Marble”, un album che rimarca, assieme ai prediletti tempi cadenzati ed atmosfere oscure, un sound ancora più massiccio, “inkazzato” (come se dice da noi) e graffiante. Ma non preoccupatevi: gli stilemi del Doom Metal (quelli resi mitici da gente come Pentagram, St. Vitus e Cathedral) sono sempre lì, come una bandiera, appunto, per tutti gli appassionati del genere. Le chitarre hanno un suono molto, molto rough, forse pazientemente elaborato dai nostri, il quale rende grande energia, assieme alla performance vocale mai banale di Cynar, di sicuro più maturata con gli anni di pari passo alla perizia strumentale della band al completo. Certamente, un disco che non manca di essere di qualità, e di mandare in visibilio i doomsters più intransigenti. Qua e là sono presenti delle finezze, come una “Last Christmas I Gave You My Death” (palesemente ispirata, e in un certo senso parodia, della quasi omonima song “natalizia” degli Wham! che noi tutti, metallari e non, ormai conosciamo fino allo sfinimento), nonché qualche accenno di synth “gregoriano” e un finale di pianoforte molto, molto gotico. cosa dire, i Doomraiser sicuramente nel cliché del Doom ci stanno tutti, ma perlomeno dichiaratamente. Non tentano di essere originali, cercano semplicemente di esser coerenti. E i fan ringraziano ed ascoltano. A buon rendere!
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli















