Dopo lo splendido The Cross, opera prima del progetto di Freddy Delirio (tastierista e coproduttore dei mitici Death SS) datato 2019, è successo di tutto, pandemia compresa… Anzi proprio il 22 febbraio del 2020, in quel di Genova, Freddy e la sua band tennero un concerto memorabile di cui è disponibile un official bootleg video. Poi il buio… Un buio che però ha permesso alle menti illuminate di evolversi e crescere, per dare alla luce splendide creature. In quei mesi un padre ha guidato il figlio nei meandri della musica, delle sue tecniche, dei suoi strumenti, del suo universo. Chris è il figlio di Freddy ed oggi è un valente batterista, ma anche polistrumentista e compositore, che affianca il noto genitore nella line up del progetto che, giustamente, vede ormai il solo cognome nel monicker, a dimostrazione che trattasi di un “affare di famiglia”… La differenza rispetto a The Cross si nota subito leggendo i credits delle composizioni, molte delle quali, spece le più veloci, cofirmate da entrambi. Inoltre la line up è questa volta ben assestata attorno a Freddy, Chris e due ottimi musicisti come Paolo Oliveri alla chitarra e Alessandro Lupo al basso, già turnisti deluxe. Ed il team mostra subito tutta la sua efficacia con la trascinante The Light Scares You, aperta da un tema tastieristico a la Goblin per poi sfociare in un pezzo bello duro, con uno splendido refrain, che sarà l’opener ideale anche in concerto. Efficace l’assolo di chitarra. Maestose le tastiere che rivestono The Pyramidal Lymph, brano a metà strada tra pomp e wave ottantiana. Anthemica e marziale Panthoms, farà alzare a tutti i pugni al cielo mentre grideranno all’unisono col frontman il titolo del brano. Onirica e psichedelica A Better Time, il primo omaggio al sound floydiano che tanto ama il maestro Delirio. Once Again e New Eras sono in modo diverso due brani di gothic metal, rivestiti da quell’eleganza sonora che caratterizza comunque l’intero lavoro. On The Threshold, lenta ed estremamente atmosferica, ci spiega che Freddy Delirio è pur sempre la colonna portante delle architetture sonore dei Death SS e nella sua magnificenza sarebbe un ottimo brano anche per la band madre. Aperta da un breve arpeggio stile Metallica, padre e figlio colpiscono ancora nella micidiale No Mercy, il brano più veloce e duro di tutto il disco e tra i miei preferiti. Bellissimo anche l’assolo di chitarra. Always Here, personalmente, mi ricorda il debut The Cross… Ed è un bellissimo adagiarsi sulle malinconiche note del suo pianoforte e tra liriche sognanti che declamano di antiche civiltà. Platinum, la title track, è una suite masterpiece di nove minuti dove l’amore del leader per i Pink Floyd trova la sua massima espressione. A metà strada tra le atmosfere di Animals e di The Wall, è superlativo il lavoro delle tastiere, così come splendidamente gilmouriana è la chitarra di Lucky Balsamo, grandissimo axeman già mattatore in The Cross, guest in questo brano il cui concept è legato al momento del trapasso. Un ulteriore dimostrazione della profondità anche a livello lirico dell’intero album. Ma c’è anche un notevole divertissement musicale con ben quattro bonus tracks. La prima è la cover di Free Man, quella dell’omonimo Angel Witch, che vede la presenza del bassista originale della band faro della NWOBHM Kevin Riddles, nonché di David Smith, mitico chitarrista dei Gypsy’s Kiss, la prima band di Steve Harris. Menzione anche per Francesco Noli alla batteria, da sempre collaboratore fraterno del maestro Delirio. Seguono Pick Up The Bones, da Brutal Planet di Alice Cooper, Pipeline degli Alan Parson Project ed infine Anne Of Cleves, che celebra i 50 anni di quel capolavoro che è The Six Wives of Henry VIII di Rick Wackeman. Permettetemi, finalmente sento Freddy scatenarsi alle tastiere, cosa che per ovvi motivi non può fare nella band madre e, credetemi, è davvero un bel sentire !!! Come davvero bello è tutto questo disco. Un lavoro che si volta un attimo, con rispetto e devozione, al passato, ma con lo sguardo sempre attento al presente. Le varie influenze vengono rielaborate con estrema originalità e con arrangiamenti raffinati, ma le sonorità sono sempre moderne e potenti. D’altro canto anche i lavori dei Death SS nascono nei mitici FP Recording Studio, di cui il nostro ne è titolare, e non poteva essere altrimenti. Con una formazione ben rodata, con una rivelazione qual è il bravissimo Chris, con un lavoro destinato a diventare un classico del dark sound italiano, ora non resta che aspettare i live per magnificare i brani di cui abbiamo appena parlato. Un MUST. Punto!!!
Voto: 10/10
Salvatore Mazzarella















