I The Blackwall sono un duo greco che prende il nome dal quartiere londinese in cui hanno abitato e si sono incontrati.
Si presentano a noi con tre tracce di un rock a tinte oscure, a cavallo tra materiale goth, dark, ma non troppo, e il dark country (vedi alla voce: Me and that man, Harms & Kappelle, Those poor bastards, Lonesome Wyatt and Rachel Brooke e molti altri).
A questo EP, in fase di registrazione, la band si fa dare una mano da Hiili Hiilesmaa (noto per aver lavorato con nomi quali: HIM, Amorphis, Sentenced, Theatre Of Tragedy tra i tanti).
Per quello che compete la parte ritmica della band c’è doppia programmazione, quindi synth e drum machine, da parte dei due ragazzi; quindi basso e chitarre suonate dai due musicisti, in modo minimale ma funzionale. Di conseguenza si sente un pelino che la batteria è “sintetica” ed il distacco tra essa e basso e pur cercando, in fase di mix e di post produzione, di renderla “calda ed umana” i risultati risultano altalenanti.
Forse avrei scelto delle dinamiche differenti per la batteria: o facendo in modo di renderla estremamente “umana” oppure puntando definitivamente al suono sintetico al 100%.
Le scelte vocali non sono male, ma non si comprende dove vogliano andare.
Un momento paiono voci alla Pulp, altri casi sembra esserci un’intenzione di personale interpretazione mentre in altre ancora un tentativo di imitare Bowie di qualche anno fa.
Capisco che in soli tre brani non si possa mettere tutto quello che la band ha da dire, ma il loro tentativo è stato, non con ottimi risultati, proprio l’opposto.
Il duo di fatto ha deciso di inserire tutte le loro capacità, vere o presunte, tutte le loro influenze e tutte le possibili situazioni “chatchy” e tutte le possibili “esche” “acchiappa like”, nel bene e nel male.
Posso dire che alla fine questi tre brani(“Python”, “Old vinyl” e “Spooy stories”) sono fatti male?! No, ma neppure posso affermare che sono dei capolavori. L’esordio è parecchio acerbo, va data questa come tara e allo stesso tempo come giustificazione per cui alcuni errori di sorta sono da perdonare. Ma siamo sul “sei politico” e sulla “sufficienza data per incoraggiare” sperando che nel prossimo futuro la band proponga materiale aggiuntivo e che si faccia ispirare dalle proprie emozioni e meno dalle composizioni “comode e facili acchiappa like per due minuti”.
Voto: 6/10
Alessandro Schümperlin















