Terzo album per gli austriaci In Crucem Agere, che ci propongono un Black Metal atmosfericissimo e strutturalmente basato su ritmi rallentati o comunque non velocissimi (seppur non manchino quelli più tirati tipici del genere). La natura intimista della dimensione musicale dei nostri è palese nelle atmosfere davvero maledette che i nostri riescono a rievocare, trasportandoci in un nerissimo abisso infernale di buio e gelo. Oltre a ciò, ogni brano viene inframmezzato da un rombo cupo che non fa altro che aumentare l’inquietudine già bellamente risvegliata in noi poveri ascoltatori. L’uso di calibratissime partiture melodiche di chitarra che riecheggiano lontanamente di Dark Wave finiscono di incorniciare un disco ben fatto, seppur destinato solo ai blacksters più intransigenti. Specie a coloro che amano gli ideali “viaggi nell’oltretomba dell’animo umano” a cui parecchi dischi del genere ci hanno largamente abituato.
Voto: 7/10
Alessio Secondini Morelli















