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ELDRITCH – Eos

ELDRITCH – Eos

Label: Scarlet

Signori e Signori, ecco a voi l’album dell’anno ! se avete amato le sonorita’ di “El nino”, se sentivate la mancanza degli Eldritch piu’ progressivi , eccoli ! sono tornati ! e come sono tornati ! ecco dare alle stampe un’autentico “masterpiece “ dal titolo “Eos”: la dea dell’alba della mitologia greca.
A tutti gli effetti, si puo’ considerare un ritorno alle origini della band toscana e quale miglior titolo per rappresentare l’alba, ovvero l’inizio della giornata che potremmo interpretare “metaforicamente” come l’inizio –l’alba- di un nuovo ciclo musicale che riparte dopo 20 anni grazie al ritorno del figliol prodigo Giacomo alias “Oleg Smirnoff”.
“Eos” e’ un disco che necessita di ripetuti ascolti x essere assimilato, d’altronde e’ assodato che i dischi che piacciono sin dal primo ascolto sono quelli meno longevi e che vengono a noia nel tempo di uno starnuto ; “Eos” e’ un disco che ti lascia a bocca aperta da subito, cresce con gli ascolti ed ogni volta si riescono a carpire degli elementi passati inosservati nell’ascolto precedente.
Oltre al ritorno di Oleg alle tastiere, si registra l’ingresso in formazione di Dario Lastrucci al basso che porta delle novita’ assolute nel sound della band: l’uso sapiente di cori , ad opera dello stesso Dario che coadiuva lo “chef” Terence Holler nel costruire degli splendidi “refrain.
Veniamo al contenuto di questo splendido disco:
Techno tastiere “spaziali” aprono l’intro intitolata “DEAD BLOSSOM”
“FAILURE OF FAITH” si apre con tastiere progressive che fanno da preambolo ad una chitarra neoclassica e alla doppia cassa sparata alla velocita’ della luce, per un brano che ci proietta indietro nel 1998, ovvero a quel capolavoro che porta il nome di “EL NINO”; il brano poi “rallenta” in un up-tempo davvero melodico (scommetto sara’ uno dei prossimi potenziali singoli).
“THE CRY OF A NATION “: primo singolo del disco, bellissimo l’inizio strumentale (la melodia dei primi secondi –che si ripete anche prima del solo- presenta un sound ”horror” delle tastiere che rimanda ai “Ghostbusters”) e ottima prova di Terence che si cimenta anche in parti cantate in growl; nella parte centrale vari cambi di tempo tipici della band ITALIANA (scriviamolo a caratteri cubitali :orgoglio nazionale ! ), bellissimo il solo progressive in Rush-style.
“CIRCLES” : techno tastiere (in stile “No Limits” dei colleghi Labyrinth) aprono questo brano davvero ispirato , lavoro mostruoso di tutta la sezione ritmica ed in particolare di Oleg alle tastiere; il cantato di Terence e’ a tratti “sofferente” (sofferenza che viene espressa dalla capacita’ del suo cantato nel trasmettere emozioni ) e nel finire del brano alza la tonalita’ su note davvero alte. Il mood di questa traccia e’ “oscuro” salvo poi aprirsi nel refrain dalla melodia davvero bella (siamo sempre sui territori “El Nino”). L’assolo e’ un mixture tra prog, jazz e progressive-metal : una belle canzoni piu’ belle del disco, applausi !!!
“NO OBSCURITY” : brano che mixa sapientemente l’hard&heavy melodico al progressive metal , mid-tempo introverso , con un Terence davvero sugli scudi :autore di una prestazione mostruosa –nel lato buono del termine- ! anche qui in evidenza il bellissimo l’assolo di chitarra e tastiere.
“SUNKEN DREAMS” : brano dalla mille sfaccettature (il piu’ lungo del disco con i suoi 11 minuti e mezzo di durata) : progressivo, melodico e “cazzuto”: un sali e scendi continuo di emozioni che ne fanno uno dei migliori, se non il migliore in assoluto di “Eos”; grande il lavoro della sezione ritmica e il “tappeto” tastierististico di Oleg e’da urlo! Questo brano e’ il classico esempio di come si scrive un pezzo progressive-metal ( Dream Theater : dateli un’ascolto !! e poi ne riparliamo ) : davvero roboante il finale, c’e’ solo da inchinarsi a cosi’ tanta bellezza artistica, chapeau !!!
“FEAR ME”: altro pezzo mostruoso che potrebbe far parte di EL NINO, potenti e rocciosi riffs di chitarra aprono questo up-tempo il cui refrain ricorda vagamente quello di “From dusk till dawn” (esattamente nel verso..”compared to what Night can give us !….”); nella parte centrale, il brano rallenta su atmosfere piu’ “rilassate” con tanto di stacchetto progressive-jazz che viene riproposto anche in chiusura.
“I CAN’T BELIEVE IT”: il pianoforte apre questa splendida e malinconica ballad incentrata su voce (anche qui troviamo, in secondo piano, i “famosi” cori) e tastiere dove la chitarra elettrica fa’ il suo ingresso solo nella parte finale; una delle piu’ belle ed emozionanti “ballad”mai composte dalla band toscana.
“THE AWFUL CLOSURE”: altro brano strepitoso, piu’ vicino alle ultime produzioni della band ma che strizza l’occhio a certe sonorita’ di “El Nino”, power-progressive song con riffs davvero rocciosi (cosi potenti da sfondare le casse in sede live !): un incrocio tra Symphony X e DGM, sia per l’accordatura delle chitarre che per l’uso dei cori tipico dei primi dischi della band statunitense (anche qui troviamo a spot, dei vocalizzi “growl”)
“EOS”: brano riflessivo di chiara matrice progressive ma contaminato da influenze “hard rock”, una sorta di power-ballad dove i cori la fanno da padrone: elemento vincente e di assoluta novita’ per la band.
Chiude il brano la cover di BON JOVI “Runaway”e qui esce fuori la vena hard rock di Terence, passione gia’ sperimentata con i suoi “Vicious Mary” (solo album) una ventina d’anni fa’; peccato che il brano sia stato “sfumato ( fade-out ) in chiusura quando Terence si stava cimentando con degli acuti davvero prorompenti !
In quasi la totalita’ dei brani a fare da contraltare a Terence troviamo come seconda voce quella di Dario Lastrucci e come gia’ detto, rispetto al passato, c’e’ un uso maggiore dei cori; la presenza di Oleg alle tastiere si sente eccome ed e’ predominante rispetto a quanto fa’ nei Labyrinth (dove forse, per il genere un po’ differente, ne viene un po’ limitato l’estro).
La voce di Terence su questo “Eos” riesce a stare su tonalita’ mediamente piu’ alte rispetto a quanto fatto negli ultimi dischi/anni, infatti questo album e’ “volutamente” accordato sulle stesse tonalita’di “EL NINO”.
Questo disco ,mixato e masterizzato in maniera eccelsa da Simone Mularoni (Domination studio), si colloca tra i “TOP” della loro discografia; diciamolo che gli Eldritch ,tranne il mezzo passo falso fatto con “Reverse”, non hanno mai sbagliato un colpo, sfornando sempre album di un certo (alto) livello !
Nella speranza di vederli presto dal vivo, vi consiglio caldamente l’acquisto di questo disco !!!
Ribadisco, acquisto obbligato per quello che sino ad ora, e’ per me, il miglior disco del 2021 al pari di quello degli Helloween.
P.S: un plauso particolare a Federico Mondelli per lo splendido artwork di “EOS” che mi ricorda vagamente quello di “Noble Savage” dei Virgin Steele.

Voto: 10/10

Stefano Gazzola

Tags: eldritchrecensioni
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