La parabola dei Criminal ci porta ai limiti, in un paese martoriato da tensioni politiche interne. Il Cile dei Criminal con i suoi problemi, ha influenzato la composizione di questo nuovo “Sacrificio”, appena pubblicato per Metal Blade. La band sudamericana per chi non la conoscesse, è in giro da trent’anni e si imposta sul mercato internazionale verso la seconda metà degli anni ’90 con “Dead Soul” diventano di fatto la prima band cilena con una visibilità importante sia in Europa che negli Stati Uniti. La loro proposta musicale che mischia Thrash, Death, Groove e Hardcore delinea anche i pezzi che sono andati a strutturate questo nuovo lavoro.
Il “Sacrificio” dei cileno presenta sonorità che come già detto, pescano a piene mani dalla tradizione Thrash più grezza con occhi di riguardo verso l’Hardcore di matrice americana. Pezzi come “Caged”, “After Me, The Flood”, ma anche “Age Of Distrust” puntano sull’approccio veloce e diretto, senza tanti giri strani a livello di composizione e con una brutalità che ormai permea il loro sound da sempre.
Il punto di forza che li rende non unici, ma comunque non dimenticabili, è il lavoro in sede di composizione pezzi, soprattutto per quanto concerne la parte dei riff, i quali puntano sull’originalità e risultano estremamente interessanti all’ascolto.
Ciò va ad influire positivamente sul prodotto finale, il quale nel complesso convince a pieno su diversi piani. E se il mixaggio è stato fatto ottimamente (il disco è stato registrato in Cile), la band gioca bene, anzi benissimo, le carte del talento e dell’ispirazione, facendosi dunque ispirare da temi a loro vicini.
Per chi ama il Thrash con temi di denuncia sociale, i Criminal sono una band da scoprire e riscoprire immediatamente.
Voto: 7,5/10
Sonia Giomarelli















