L’album nuovo dei Paradox è un avvenimento sotto molti punti di vista. Innanzitutto la band di culto del Power/Thrash tedesco si è da poco ricongiunta con il batterista originale Axel Blaha, che oggi condivide la leadership con il sempre presente singer e liricista Charly Steinhauer. E poi, i nostri decidono di dare un seguito a quello che fu il loro secondo album “Heresy” del 1990, un concept-album sulla storia della persecuzione dei Catari nel XIII secolo. Ebbene, ora con “Heresy II. End Of A Legend” i Paradox proseguono e concludono la storia, con un album talmente incentrato sulla narrazione dell’evento storico da raggiungere la durata di ben 75 minuti. Le sonorità sono quelle che hanno reso famosa la band nel culto del Thrash teutonico dei tempi che furono. Ma ovviamente con una produzione aggiornata ai tempi moderni, nonché uno sviluppo compositivo che in molti punti tocca, ovviamente, il “progressivo”, l’enfasi narrativa e l’epicità (specie nelle parti più corali), rimembrando spesso e volentieri un concept-album “medieval-oscurantista” similare del lontano passato che è “Maleficium” dei Morgana Lefay. In effetti, brani come “A Meeting Of Minds” arrivano a superare anche i 9 minuti di durata. E forse l’album pare essere anche un po’ prolisso in alcuni punti. Ciò nonostante, rimane un lodevole sforzo compositivo ed un ottimo tentativo di svecchiamento del sound di una band che è andata avanti negli anni tra alti e bassi, affrontando anche un periodo di iato più o meno lungo durante gli anni ’90. Possiamo ben dire che, nonostante non siano mai andati oltre al seguito di culto, i Paradox si mantengono bene. E sarebbe anche ora che un disco complesso ed allo stesso tempo energico possa far breccia nel cuore di un pubblico internazionale ancora più vasto. Possiamo mettere la mano sul fuoco (foss’anche quello dell’Inquisizione Spagnola) che l’energia “metallica” e la qualità compositiva degli attuali Paradox sono una garanzia.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















