OK. Fermo restando che sappiamo benissimo che i brasiliani Icon Of Sin sono diventati abbastanza noti, anche prima dell’uscita del loro primo omonimo album per Frontiers Records, grazie ai social media ed a YouTube, per il fatto che il loro singer, Raphael Mendes, possiede un timbro vocale spaventosamente somigliante a quello del mitico Bruce Dickinson… ora però, vediamo di che pasta sono fatti. Innanzitutto, una domanda. “Ci marciano” con la somiglianza? Forse. Debbo dire che alcuni elementi compositivi richiamano gli Iron Maiden, come ad esempio il classico incipit in stile “The Clairvoyant” che introduce il brano “Shadow Dancer”. D’accordo, ma secondo me tutto ciò non equivale propriamente ad un qualcosa di negativo ne tantomeno ad un plagio. Addentriamoci invece più profondamente nell’analisi dell’album. Che dobbiamo fare il nostro porco lavoro di recensori obiettivi. E’ dunque il risultato di tale attento esame è… positivo! Non si tratta di una semplice fotocopia mal fatta. Tutt’altro. L’Heavy/Power Metal moderatamente epico degli IOS è sì ispirato indubbiamente algi Irons. Ma assolutamente, non in termini di copia-copia. Bensì, in termini di “standard”, come si dice nel gergo di altri generi musicali (ad esempio, standard Blues). L’album, pur prolisso in quanto va oltre all’ora di durata, appare convincente. E rappresenta, secondo me, un ottimo esempio di come l’Heavy/Power Metal di matrice Iron Maiden possa esser proposto ancora oggi in maniera, appunto, convincente (non trovo altra parola adatta ad esplicare il concetto) ed anche parecchio interessante. E poi, ogni buon amante di Heavy Metal classico dovrebbe amare profondamente al primo attacco i riff davvero “conturbanti” di brani come l’iniziale, emblematica title-track e “Pandemic Euphoria”. Altrove ci sono anche delle puntate allo Speed Metal che stanno tutt’altro che male nel contesto generale… il tutto nobilitato da una produzione di gran classe ed anche abbastanza originale. Cosa volete di più? Siate o non siate fans degli Iron Maiden, se siete fans dell’Heavy Metal vi basterà, poiché gli Icon Of Sin hanno abbastanza qualità intrinseca da accattivarsi le vostre attenzioni ed il vostro consenso, cari metallari tutti d’un pezzo. Eh sì che il Brasile sta dando parecchie piste ai paesi anglofoni, “Metalmente” parlando…
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















