L’esordio discografico degli statunitensi Firewing ci dimostra ancora una volta, ed anche di più stavolta, un fatto insindacabile. Non smetterò mai di battere su questo punto: il Power Metal, soprattutto nella variante sinfonica, è arrivato allo stremo! Idee non ce ne sono più, e sterilmente ormai la maggiorparte delle bands riciclano e riscaldano le solite minestre. Qui abbiamo quasi un’ora di album, annacquato da preludi, interludi ed epiloghi completamente orchestral-stereotipati, una strumentazione elettrica debitamente mixata al di sotto degli interventi orchestrali nelle songs, un cantato stereotipato, una produzione standard (anche se in questo caso leggermente al di sotto dello standard), un concept sulla solita stereotipata battaglia tra il bene ed il male (qui impersonati rispettivamente nella Fenice Ember e dalla Viverna Vishap), che si sussegue fin dal momento della creazione dell’uomo… insomma, avete capito. Come al solito spendo le solite parole: formalmente un bel disco, livello tecnico/compositivo tra il buono e l’ottimo… ma sostanzialmente poca ispirazione, e poco e nulla di veramente originale, il tutto annacquato in un mare di orchestrazioni e keyboards senza alcuno scoglio per appigliarsi. Un cantante senza particolare carisma, anzi capace pure di prendere qualche stecchetta… alzo le braccia! Non posso aiutarvi, ragazzi. Altrove, ad esempio in Grecia, c’è gente che si sta facendo un mazzo gigantesco per bissare voi anglofoni in qualità. Che si chiamino Silent Winter o che si chiamino Orion’s Reign. Tenetelo sempre presente.
Voto: 4,5/10
Alessio Secondini Morelli















